I quattro arrestati per usura respingono tutte le accuse

Ferdinando Greco, Teresa Ferrise, Giuseppe De Fazio,  e l’idraulico Fabio Zubba, tutti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione antiusura “Lex Genucia” che ha portato all’arresto di dieci persone (sei in carcere e quattro ai domiciliari) sono comparsi ieri mattina davanti al gip Carlo Fontanazza per l’interrogatorio di garanzia difendendosi e negando le pesanti accuse. Tutti e quattro gli arrestati hanno spiegato che i rapporti con il commerciante d’auto Andrea Gaetano vittima dell’usura, si sono limitati a favori personali per l’acquisto di autovetture nonché, per qualcuno, a interessi reciproci per l’acquisto e la vendita di auto. Ma niente usura. Tra l’altro, Teresa Ferrise, titolare del conto corrente, rilasciava gli assegni a Giuseppe De Fazio che poi li avrebbe girati al commerciante d’auto per l’acquisto di veicoli. Al gip è stato spiegato che poi Gaetano si era reso irreperibile e tutti gli assegni post-datati firmati dalla Ferrise sono andati protestati poiché la vittima non avrebbe onorato i pagamenti sparendo dalla Calabria perché – come è stato illustrato dagli inquirenti – era finito nel tunnel dell’usura ed aveva paura di ritorsioni. Alla fine degli interrogatori di ieri, i legali hanno presentato istanza al gip per la revoca della misura degli arresti domiciliari. E con la comparizione dei quattro indagati di ieri, si sono conclusi gli interrogatori di garanzia dei dieci arrestati. Tutti accusati, a vario titolo, di usura aggravata, tentata estorsione ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Commercianti e imprenditori che sarebbero stati costretti a pagare interessi usurati, uno in particolare, un commerciante d’auto di Sambiase, che sarebbe finito nel tunnel dell’usura al punto tale da lasciare la famiglia e sparire per paura di ritorsioni, oltre che chiudere l’attività di vendita di auto poichè sommerso dai debiti.