Ripresi i soccorsi: incertezza sui dispersi. Il Cdm dichiarerà lo stato di emergenza

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RIPRENDONO OPERAZIONI SOCCORSO, MA STOP DI NOTTE – Riprendono le operazioni di soccorso sulla Concordia. I dati arrivati dagli strumenti di monitoraggio hanno consentito al coordinamento dei soccorsi di accertare che, al momento, la poppa della Concordia é ferma mentre c’é una flessione della prua. Per motivi di sicurezza si è deciso di riprendere le operazioni che, però, saranno sospese durante la notte. I Saf dei vigili del fuoco stanno ora rientrando nella nave per riprendere le ricerche e recuperare il cadavere ritrovato questa mattina.

RISCHIO AMBIENTALE ALTISSIMO – “Il rischio ambientale per l’Isola del Giglio è altissimo. L’obiettivo è di evitare che il carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L’intervento è urgente, abbiamo fretta”. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia.
L’area interessata dal possibile rischio ambientale “dipende dalle correnti: sicuramente l’Isola del Giglio, probabilmente l’intero arcipelago, forse la costa. Dipende da come si muove il mare”.

CLINI, CDM DICHIARERA’ STATO EMERGENZA – Il ministro dell’ambiente Corrado Clini ha annunciato che il Consiglio dei ministri dichiarerà lo stato di emergenza per l’area interessata al disastro della Costa Concordia. Clini lo ha detto al termine del vertice che si é tenuto nel pomeriggio alla prefettura di Livorno.

PICCOLE CHIAZZE COMBUSTIBILE ‘LEGGERO’ – Gli elicotteri che hanno sorvolato in mattinata la zona del naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio hanno segnalato qualche chiazza di combustibile attorno alla nave. A quanto si è appreso si tratta di combustibile ‘leggero’ attribuibile a diesel o ad acque reflue di sentina, in grado di evaporare. Sul posto sono intervenuti i piccoli mezzi del servizio anti inquinamento del ministero per l’Ambiente con panni assorbenti e si stanno posizionando attorno alla Concordia 100 metri di materiale di contenimento per prevenzione. Ma la preoccupazione maggiore è rivolta al combustibile ‘pesante’ della nave che al momento risulta al sicuro.

PER POLIZIA GERMANIA 12 I DISPERSI TEDESCHI – Berlino non esclude che vi siano vittime tedesche nel disastro della nave Costa Concordia e il ministero degli Esteri, secondo media locali, parla di almeno 10 dispersi. Andreas Peschke, il portavoce del ministro Guido Westerwelle, aveva parlato di una “situazione ancora poco chiara”. Per la Bild i dispersi sono 11. Salirebbe a 12 il numero dei dispersi tedeschi della nave, secondo quanto risulta all’organo di polizia criminale della Baviera LKA, secondo cui si cerca anche un bavarese. Secondo il numero uno di Costa Deutschland, che sta tenendo una conferenza stampa, i dispersi sono tutti di età fra i 50 e i 70 anni. “Nelle ultime ore – ha detto Heiko Jensen – il numero dei dispersi è continuamente diminuito”.

FRANCIA: SONO QUATTRO I DISPERSI FRANCESI – “Due nostri connazionali sono morti. Due altri sono leggermente feriti. Siamo senza notizie di altri quattro passeggeri francesi per il quale il centro di crisi prosegue le verifiche in collegamento con le famiglie”: lo conferma a Parigi il portavoce del ministero degli Esteri della Francia, Romain Nadal. Il portavoce ha anche sottolineato che “il nostro ambasciatore (in Italia, ndr) e molti suoi collaboratori si sono subito recati al Giglio e a Santo Stefano per fornire assistenza ai nostri connazionali sbarcati a Santo Stefano e per raccogliere per primi le informazioni relative all’incidente”.

“La nostra ambasciata a Roma – ha proseguito – ha istituito una cellula di crisi incaricata soprattutto dei contatti con i nostri connazionali e le loro famiglie e per recuperare e controllare le liste dei passeggeri”. Palazzo Farnese ha inoltre cercato di “agevolare il ritorno il Francia dei nostri connazionali attraverso il confine di Ventimiglia”. I consolati di Torino e Genova “hanno accolto numerosi nostri connazionali aiutandoli a risolvere le questioni di carattere amministrativo”. Da sabato, il centro di crisi transalpino ha ricevuto 320 chiamate legate all’incidente del Costa Concordia. Nadal ha infine ricordato che a Nizza e Marsiglia sono state istituite “strutture di accoglienza” per i naufraghi.