VIBO VALENTIA: docente ferito tra la vita e la morte. La donna non risponde al magistrato

domenico_lombardo_400

Sembra ormai certo, secondo le ipotesi degli investigatori della squadra Mobile di Vibo, che Caterina Cananzi abbia sparato con una pistola 7,65 detenuta legalmente dal marito perché contraria alla relazione che andava avanti ormai da circa un anno tra il docente del liceo musicale e la figlia, Maria Grazia, di 23 anni.
Un rapporto che la donna non condivideva, secondo quanto è trapelato, non solo per la differenza di età tra la figlia e il docente, ma anche perché quest’ultimo è separato e padre di due figli.
E già ieri dall’ufficio del sostituto procuratore Gabriella Di Lauro è partita la richiesta di convalida dell’arresto della donna a cui attualmente viene contestato il reato di tentato omicidio, porto illegale di pistola e spari in luogo pubblico. L’udienza di convalida dovrebbe tenersi domani davanti al gip del Tribunale di Vibo Valentia.
Da sabato sera Caterina Cananzi si trova rinchiusa nel carcere di Arghillà, a Reggio Calabria. Una vicenda che ha destato sconcerto e incredulità a Rizziconi per il gravissmo fatto di sangue. In paese tutti parlano del forte attaccamento della donna alle sue tre figlie e in particolare a Maria Grazia. Chi conosce Caterina Cananzi la reputa una donna «irreprensibile» e dedita «alla famiglia e al lavoro».
Una vicenda agghiacciante, quella verificatasi nell’aula del Conservatorio “Torrefranca” sabato mattina. Il docente, sabato mattina alle 8.30 aveva chiesto al direttore del Conservatorio, Francescantonio Pollice, il permesso di utilizzare un’aula per poter studiare musica ed esercitarsi al violino. In quell’aula, attrazzata di pianoforte, l’avrebbe poi raggiunto la fidanzata. Alle 11.20, quindi, avrebbe fatto la sua comparsa Caterina Cananzi, arrivata a Vibo da Rizziconi, protando via di casa la pistola 7.65 legalmetne detenuta dal marito, Domenico Rocciolo, bracciante agricolo incensurato.
Con l’arma nella borsa si sarebbe quindi presentata al Conservatorio, chiedendo della figlia e ottenendo indicazioni su dove si trovasse. Trovati insegnante e studentessa nell’aula al primo piano, sarebbe iniziata una discussione durante la quale il professor Lombardo avrebbe ribadito il suo amore per Maria Grazia, avvertendo la donna che nulla avrebbe potuto impedire quella relazione.
A quel punto Caterina Cananzi avrebbe tirato fuori la pistola iniziando a sparare a ripetizione. Almeno 7 colpi a segno. Uno ha raggiunto la vittima al volto, sotto il labbro, devastando denti e mandibola e conficcandosi sulla pase del palato. Un altro gli ha perforato un polmone, fermandosi dietro l’esofago, a brevissima distanza dall’aorta. Un altro ancora gli ha gravemente lesionato gli organi addominali, fermandosi alla base del femore. Altri proiettili lo hanno ferito agli arti.

La donna è stata bloccata e disarmata da un impiegato amministativo, Milko Lo Guarro, quindi arrestata dalla Polizia. Il docente, invece,  è stato immediatamente soccorso e portato in ambulanza all’ospedale Jazzolino e sottoposto a un intervento chirurgico addominale salvavita allo scopo di bloccare l’emorragia in corso. Subito dopo il trasferimento a Palermo in eliambulanza dove è ricoverato in condizioni gravissime.