Lamezia, Samarcanda ospita Autoritratto di Antonio Ligabue con la testimonianza della famiglia Caleffi

LAMEZIA TERME – Tre giorni dedicati ad Antonio Ligabue al Centro Culturale “Samarcanda” che nei giorni 10, 11 e 12 aprile ospiterà nella sede di Via Ubaldo De Medici alcune testimonianze di grande valore dell’artista: un autoritratto, due punte secche e alcuni oggetti personali del pittore.

La tre giorni, promossa dal centro diretto da Manuelita Iacopetta e Michela Cimmino, nasce dalla singergia tra il sodalizio culturale lametino e la Casa Museo Ligabue, fondata nella città di Gualtieri dalla famiglia Caleffi con cui l’artista visse a stretto contatto. Per l’occasione saranno presenti a Lamezia Gilda e Giuseppe Caleffi, i cui familiari ospitarono l’artista diverse volte nella loro casa, che condivideranno con il pubblico lametino ricordi e testimonianze personali dell’uomo e dell’artista Ligabue.

L’iniziativa, organizzata in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Lametino, l’Associazione Archeologica Lametina e il supporto del progetto Gedeone, darà l’opportunità anche agli studenti lametini di conoscere da vicino uno degli artisti più controversi e affascinanti del ‘900. Grazie alla collaborazione con il Liceo Scientifico “Galileo Galilei”, sarà proiettato nell’auditorium dell’istituto lo sceneggiato Rai “Ligabue” del 1977, diretto da Salvatore Nocita, con uno straordinario Flavio Bucci ad interpretare il pittore.

La mostra sarà visitabile nella sede del centro Samarcanda nei giorni 10,11 e 12 aprile al mattino dalle 10 alle 12 e al pomeriggio dalle 17 alle 20.

Per la presidente Manuelita Iacopetta e la vicepresidente Michela Cimmino “l’opportunità di ospitare un’opera originale di Ligabue e la collaborazione con una realtà culturale come la Casa Museo Ligabue rappresentano un’occasione di prestigio per il nostro centro culturale e per tutta la città, che ha un’occasione unica per confrontarsi, attraverso la testimonianza della famiglia Caleffi, con un’artista la cui pittura continua ad essere testimonianza del dramma e delle contraddizioni sempre attuali dell’uomo contemporaneo”