Lamezia, celebrazione diocesana del Corpus Domini: processione di fronte all’Ospedale cittadino

LAMEZIA TERME – Ha raggiunto l’ospedale, il luogo simbolo del dolore e della sofferenza ma anche il luogo dove Cristo è presente in maniera particolare nel volto di coloro che soffrono e sperano, la processione con il Santissimo Sacramento nella celebrazione diocesana del Corpus Domini, che si è svolta ieri nella nuova Chiesa di S. Benedetto.
A presiedere la concelebrazione, alla quale hanno partecipato numerosi sacerdoti da tutta la diocesi, i gruppi e i movimenti laicali diocesani, monsignor Luigi Cantafora, amministratore apostolico della diocesi lametina, che nell’omelia ha ricordato come “il mistero dell’Eucarestia che noi celebriamo solennemente con fede e devozione in questo giorno, è mistero d’amore, in quanto è il mistero che sazia la fame di ogni vivente”
Non è solo una fame fisica quella che segna la vita dell’uomo, ha ricordato il presule, ma “una fame di senso che fa sentire i suoi morsi con forza ancora più grande! Esiste nel cuore umano una fame per un cibo che sia risposta al nostro desiderio di felicità piena, cioè di vita vera non più minacciata dalla morte, di verità non più oscurata dalla menzogna, di amore non più oscurato dal peccato. Certamente, anche noi possediamo «cinque pani e due pesci»! Anche noi abbiamo a disposizione beni limitati, ma essi non sono capaci di saziare il desiderio umano. Eppure noi continuiamo a illuderci che l’uomo possa saziarsi con le cose finite. È questo l’errore grande dell’uomo: ritenere che il cuore umano possa essere saziato dai cinque pani e due pesci di cui l’uomo dispone”. Per questo “è solo Cristo che sazia l’uomo affamato; egli compie il cuore dell’uomo e lo fa, alzando gli occhi al cielo. L’Eucaristia è il mistero d’amore che sazia i nostri cuori! Il giorno del Corpus Domini è il giorno in cui il cristiano rinnova la sua fede nella verità che solo Cristo può saziarlo”.
Dopo la celebrazione eucaristica, la processione, aperta da tante persone in carrozzina accompagnate dai volontari dell’Unitalsi, si è snodata lungo via Arturo Perugini fino all’ospedale “Giovanni Paolo II”. Di fronte al nosocomio, una sosta per un momento di preghiera per i degenti e per tutte le persone in situazioni di sofferenza. Il passaggio della Presenza reale di Cristo nell’Eucaristia per le strade della città è stato accompagnato da canti e preghiere. La processione ha fatto quindi rientro in Chiesa e si è conclusa con la benedizione eucaristica da parte di monsignor Cantafora.