Banche: i provvedimenti che l’EBA vorrebbe emanare sui capitali delle banche avranno ripercussioni disastrose sui cittadini, i consumatori e le imprese

Dal giorno in cui l’EBA ha manifestato la sua intenzione di imporre un intervento delle banche dell’Unione Europea sui capitali, lo spread è aumentato di 200 punti base.

Le banche europee così, si sono massicciamente liberate dei titoli del sud Europa così che i titoli governativi detenuti dalle maggiori banche dell’Unione Europea sono scesi di 100 miliardi.

L’EBA, nonostante gli effetti disastrosi che i suoi intendimenti hanno già comportato e incurante delle critiche che vengono da tutte le parti, appare decisa di andare avanti sulla sua strada che è quella di forzare la ricapitalizzazione delle banche sulla base di capital deficit generati dalle perdite sui titoli governativi, che irragionevolmente sono stati considerati al valore attuale e non a quello della scadenza.

In tal modo, paradossalmente, verranno penalizzate di più proprio le banche italiane, fino a ieri considerate tra le più solide, che hanno titoli di stato italiani, qualche tempo fa reputati assolutamente sicuri e non le banche francesi e tedesche che hanno grosse quantità di titoli tossici (bond greci) nei loro portafogli.

Se l’EBA dovesse decidere in tal senso, gli effetti sarebbero disastrosi, in quanto le banche italiane non potranno riavere un normale accesso al mercato e un restringimento del credito all’economia, alle imprese, alle famiglie e quindi ai consumatori (già manifestatosi da qualche tempo) diventerà una strada obbligata, con impatto significativo sull’economia reale, come ha ritenuto di recente anche Mediobanca.

D’altra parte i primi segnali di un sensibile rallentamento ci sono già, in considerazione che la produzione industriale, a settembre, ha fatto segnare un -4,8% ed è stata ancora maggiore per i beni di consumo, mentre la disoccupazione è aumentata e le compravendite immobiliari sono sensibilmente diminuite.

I provvedimenti dell’EBA comporteranno inoltre un’ancora più marcata sfiducia nei confronti dei titoli di stato italiani, con riflessi sull’aumento del debito pubblico.

Adusbef e Federconsumatori ritengono che le possibili scelte dell’EBA, non contrastate sorprendentemente dalla Banca d’Italia, alla fine non contribuiranno a rendere ancora più stabili le banche italiane, ma saranno causa di una stretta creditizia gravissima, che si ripercuoterà sulle piccole imprese, le famiglie e i consumatori e chiedono che il Governo Monti intervenga autorevolmente in merito.

Per tale motivo l’Adusbef e la Federconsumatori contestano con forza tali scelte e verificheranno con un collegio di legali la possibilità di impugnarli avanti la giustizia dell’Unione Europea e nazionale, oltre a preannunciare giornate di mobilitazione dei cittadini.