Blocco degli autotrasportatori: 500 milioni i danni causati all’economia siciliana

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Si comincia a stilare il bilancio dei danni che i sei giorni di blocco degli autotrasporti siciliani indetti dal movimento dei “forconi” hanno causato alla Regione. Secondo le categorie produttive le perdite nei vari settori ammontano ad una cifra compresa tra i 300 e i 500 milioni. A quello economico va aggiunto il calo di credibilità visto che ad essere più danneggiati sono stati i prodotti italiani rispetto a quelli stranieri.
La Confindustria dell’isola parla di 50 milioni di danni solo nelle province di Siracusa, Catania e Palermo. Numeri, tuttavia, che sono destinati a lievitare. Secondo Confindustria Palermo, in provincia sono almeno una sessantina le aziende costrette a chiedere l’avviamento delle procedure di cassa integrazione, con oltre 2mila lavoratori coinvolti. A Catania più di 800 persone rischiano il posto e nel Siracusano si parla di 4 milioni di euro di perdite.
Anche Coldiretti ha denunciato il tracollo dell’economia siciliana, con almeno 50 milioni di danni nel settore agroalimentare dallo sciopero degli autotrasportatori. Un danno cui si aggiunge la perdita di credibilità, con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il Made in Italy con i prodotti provenienti da altri Paesi, come la Spagna e Israele, diretti concorrenti della produzione siciliana nell’ortofrutta.
Sugli scaffali dei supermercati isolani e in quelli nazionali ed europei – sottolinea la Coldiretti – mancano i prodotti siciliani perché i mercati ortofrutticoli sono bloccati e decine di migliaia di litri di latte sono rimasti fermi nelle stalle, nei caseifici e nelle autocisterne e dovranno essere buttati con danni enormi per gli allevatori che devono assumersi anche il costo dello smaltimento.
Perdite consistenti si registrano – precisa la Coldiretti – per tutti i prodotti deperibili come i fiori con l’impossibilità di effettuare le spedizioni necessarie per raggiungere i clienti fuori dell’isola. La situazione di difficoltà delle aziende agricole siciliane evidenziata dalla protesta è reale ma la crisi in queste condizioni rischia di aggravarsi.
Intanto la Procura di Gela, con l’aiuto della Guardia di Finanza e delle altre forze di polizia, ha disposto accertamenti per verificare manovre speculative sulle merci. Il procuratore Lucia Lotti, in particolare,vuole verificare se i distributori hanno venduto benzina a prezzi maggiorati, fino a due euro e mezzo, in concomitanza con lo sciopero dei Tir che ha reso difficile l’approvvigionamento di carburante per cinque giorni in Sicilia.
Continuano i presidi del Movimento dei Forconi e degli autotrasportatori in tutta l’isola siciliana, e la protesta continuerà fino al 26 gennaio e sarà in forma pacifica ma sarà tenuta alta la tensione per far conoscere al mondo intero lo stato di crisi socio economico in cui versa la Sicilia per scelte sbagliate della sua classe politica“. Lo afferma Martino Morsello, leader del movimento dei Forconi in Sicilia, all’indomani della rimozione dei blocchi