Abuso d’ufficio: rinvio a giudizio per due medici. L’accusa: costrinsero una dottoressa a lasciare l’incarico

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Ma la parte civile, rappresentata dall’avvocato Michele Amatruda, fece opposizione determinando così il procedimento penale nei confronti dei quattro che furono imputati d’abuso d’ufficio perché «in concorso morale tra loro e nelle rispettive qualità, nello svolgimento delle loro funzioni, con condotte reiterate, impedirono alla dottoressa De Rosa di esercitare le prerogative afferenti al ruolo apicale che le era stato conferito provocandole un ingiusto ed irreparabile danno». Comportamenti e atti che per la parte civile «furono architettati con scientifica premeditazione, allo scopo di determinare, in primis, l’esutoramento funzionale dell’interessata dalla direzione del Suem e poi addirittura il suo autoritativo esonero, a tutto spiano, dall’impegno».
Per l’avvocato Amatruda, che aveva chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli indagati, «ognuno di essi interagì nella vicenda per soddisfare le proprie “convenienze” personali ed istituzionali ed assecondare, nel contempo, le collegate “utilità” dell’altro, una volta che la dottoressa fosse stata messa fuori gioco
». In effetti la dottoressa fu «costretta» ad allontanarsi. (Gazzetta del Sud – R.l.)