ASP Catanzaro: Mancuso, il sindaco Speranza utilizza l’ospedale come scontro politico. Si ha paura del cambiamento

In atto – afferma Mancuso – vi è un’azione di risanamento finanziario e di riorganizzazione non solo resa necessaria dal Piano di rientro, ma anche obbligatoria per recuperare risorse da investire in servizi sanitari e in strutture. Le gestioni passate hanno lasciato tracce evidenti di dissesto finanziario e carenze organizzative che sono sotto gli occhi di tutti. Eppure qualcuno vorrebbe far passare in secondo piano questa azione di risanamento, peraltro esaltata anche dai tavoli ministeriali, poichè credo tema che, il cambiamento di rotta che abbiamo realizzato, sia la certificazione della sconfitta della amministrazione passata”.
La contestazione delle modalità con cui è stato espresso il parere della Conferenza dei Sindaci sull’Atto aziendale di questa Asp e la richiesta di assumere provvedimenti in autotutela – prosegue il direttore generale – mi obbliga a rappresentare che l’art. 3, comma 14, del D.Lgs n. 502/1992 s.m.i. e l’art. 11 della legge regionale n. 2/1996, nel definire le funzioni della Conferenza dei Sindaci, non prevedono alcuna espressione di parere in merito all’Atto Aziendale di diritto privato con cui si disciplina l’organizzazione e il funzionamento delle Aziende sanitarie. Le norme citate stabiliscono che la Conferenza dei Sindaci svolga importanti funzioni di natura programmatica, di verifica sull’andamento generale dell’attività e di esame del bilancio pluriennale di previsione e del bilancio di esercizio, ma non prevedono espressioni di pareri di qualsiasi natura (consultivo, obbligatorio, vincolante) su un atto strettamente gestionale”.
Tuttavia questa Direzione – spiega Mancuso – nell’intento di favorire l’interazione con le istituzioni locali, ha ritenuto opportuno interessare la Conferenza dei Sindaci sul nuovo assetto organizzativo dell’Asp inviando, con nota prot. n. 52671 del 23.09.2011,  la proposta dell’Atto Aziendale al Sindaco di Catanzaro nella qualità non solo di componente di diritto del comitato di rappresentanza, ma anche per la funzione di intermediatore con i comuni poichè sindaco del Comune con il maggior numero di abitanti e da sempre presidente della conferenza. Le modalità con cui è stato espresso il parere non rilevano sull’iter procedurale seguito dalla direzione aziendale, che nell’argomento di cui si discute, si è attenuta rigorosamente alle disposizioni commissariali sul Piano di Rientro. Disposizioni, è bene ricordare, resesi necessarie per risanare il debito accumulato nel corso degli anni e finalizzate a dare alla nostra Regione un sistema sanitario adeguato ai mutamenti che si sono verificati negli ultimi anni con le leggi di riforma approvate dal legislatore nazionale. Il dialogo con i sindaci è costante e proficuo, ho incontrato personalmente tutti gli 80 sindaci della provincia, sono stato in quasi tutti i paesi dove insistono strutture sanitarie ed ho ricevuto sempre apprezzamenti ed indicazioni, peraltro recepite”.
“Perciò aspetteremo i provvedimenti di autotutela a cui il sindaco di Lamezia fa riferimento – sottolinea Mancuso – per capire quali azioni questa Azienda dovrà porre in essere per garantire l’azione direzionale.
Abbiamo tagliato gli sprechi, tolto privilegi, messo da parte le tessere di partito, esercitato un’azione moralizzatrice e persuasiva, licenziato chi era nell’illegalità, sanzionato chi non faceva il proprio dovere, cacciato le lobby, ma anche risparmiato, investito e sull’ospedale di Lamezia esercitato una forte azione di intervento economico e riorganizzazione, del tutto unica in Calabria in tempi di Piano di rientro. Ci saremmo aspettati – afferma il Dg – un maggiore sostegno a questa difficile azione gestionale. Comunque non ci spaventiamo, siamo coscienti delle difficoltà, ma anche che godiamo del sostegno della gente comune, dei cittadini e anche dei sindaci. Ci auguriamo di completare il compito che ci è stato assegnato e solo allora potremmo fare un consuntivo e consegnarci alle osservazioni”.
Colgo l’occasione, in epigrafe – aggiunge Mancuso – come riferisce il Dott. Cosco responsabile del personale dell’Asp, per chiarire anche la notizia apparsa sui quotidiani che, nel reparto di Ortopedia i pasti sono distribuiti dai parenti per una carenza di personale infermieristico. Ambedue le notizie sono false. La prima è falsa poichè il pasto è distribuito da una società privata che lo fa in modo corretto; la seconda è falsa poiché non vi è una carenza di personale. Nel reparto vi sono 19 unità a fronte di 22 previste che, in teoria, sarebbero sufficienti per gestire ma, per una situazione contingente indipendente dalla volontà umana, assenze per malattie, si è determinata una parziale contrazione del personale che ha fatto specie in un periodo particolare a cavallo delle feste natalizie. Il personale in servizio assicura tutte le attività assistenziali, sia quelle ordinarie che quelle in urgenza, comprese l’assistenza per le funzioni personali al paziente. Per spirito di servizio tutto il personale del reparto di ortopedia ha sacrificato il proprio periodo di ferie per non creare eccessivi disguidi. Se qualche difficoltà è stata registrata, non mi pare meriti l’attenzione mediatica. Semmai c’è una consuetudine affettiva, alcuni familiari aiutano i pazienti ad alimentarsi, ma questa non è una novità perché è diffusa in tutti gli ospedali”.
In merito agli operatori socio-sanitari (Oss), Mancuso ha spiegato che nel mese di novembre “sono stati inviati 25 operatori socio-sanitari all’ospedale di Lamezia ed altri 10 li invieremo entro fine mese. Perciò abbiamo fatto ciò che ho annunciato”.