Continua la querelle tra Fabrizio Ambriosio e fondazione Terina per la mancata assegnazione di una borsa di studio

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Il commercialista, infatti, si era attestato in posizione utile per la fruizione del finanziamento in entrambi i profili previsti: Manager della Ricerca (2° posto) e Business Manager (6° posto). Rispetto alle contestazioni della Fondazione, tuttavia, il dott. Ambrosio eccepisce alcune discrasie. A cominciare da un aspetto molto rilevante, messo in rilievo in una nota dal diretto interessato: «Terina, in risposta alle obiezioni da me sollevate a inizio anno e alle azioni intraprese per tutelare le mie prerogative, ha asserito che io abbia segnalato un rapporto lavorativo a tempo determinato con altro ente pubblico, mentre in realtà sono dipendente di un ente di diritto privato. Prima difformità e per giunta non da poco. Un secondo aspetto che necessita un approfondimento è relativo alla richiesta di chiarimenti, inoltrata in data 8 gennaio dalla Fondazione al Miur riguardo al mio caso, quando addirittura giorno 2, tramite Pec, Terina in un certo senso mi sollecitava a firmare il contratto. Dico questo perché, nella medesima mail certificata, mi veniva comunicato che la mancata adesione sarebbe stata interpretata alla stregua di una rinuncia. Senza contare che all’appuntamento del 3 gennaio, concordato con le figure di riferimento di Fondazione per esaminare meglio la situazione, non ho trovato il commissario straordinario Pasqualino Scaramuzzino né il referente scientifico del progetto Mariateres a Russo. Preciso infine che non ho minacciato esposti o ricorsi di alcun genere, ma ho esclusivamente chiesto lumi in merito alle normative vigenti. Leggi che, secondo gli organi di Terina, rendevano inconciliabile la mia posizione con la fruizione della borsa di studio. Io, per la verità, ho soltanto cercato adeguate modalità attraverso cui testimoniare che giorno 3 avevo aderito alla convocazione della Fondazione, mediante una semplice richiesta di immagini delle videocamere presenti nella struttura in cui è ubicata la sede di Terina.
Una maniera – conclude la nota inviata – per dimostrare inconfutabilmente come, pur essendomi regolarmente presentato assolvendo all’obbligo della chiamata, non sia stato ricevuto da alcun dirigente». (Gazzetta del Sud – D.co.)