Dilaga la povertà in Italia: famiglie sempre più povere

Dilaga la povertà in Italia: famiglie sempre più povere e come se non bastasse in arrivo con la manovra finanziaria un nuovo salasso, oltre 1.000 euro di tasse in più in due anni.

Il problema della povertà non affligge più solo l’Africa, e tutti gli altri paesi, che insieme a questo, godono di unaggettivo detto “paese del terzo mondo”.Non solo più queste zone sono afflitte da una povertà insaziabile ma anche nel nostro, vi sta sempre di piùdilagando.E’ proprio riguardo al nostro paese Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tuteladel Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, si fa portavoce del grande disagiosociale che colpisce intere famiglie con numeri elevati di figli o anziani che devono far conto solo sulla loro esiguapensione.Ad aiutare questa crisi anche un’aumento dei prezzi e dei bisogni primari , nonché delle tasse, rende la vita uncontinuo pregare affinchè :”anche questo mese passi veloce e si arrivi alla fine”.A questo si aggiunge la stangata con la manovra finanziaria: oltre 1.000 euro di tasse in più in due anni. E’ quantopotrebbe costare a una famiglia media il taglio delle deduzioni e delle detrazioni. Le più colpite sarebbero propriole persone fisiche che attualmente godono dei maggiori benefici fiscali. Si pensi alle detrazioni per figli a carico,delle spese per l’istruzione e per gli asili nido, delle spese mediche, degli interessi sui mutui per la prima casa, eper le ristrutturazioni edilizie. Ma i tagli colpiranno anche gli sgravi per il non profit, sull’Iva e le accise e i creditid’imposta.Proprio oggi L’ISTAT comunica i dati relativi alla povertà relativa e assoluta delle famiglie residenti in Italia, sullabase delle informazioni desumibili dall’indagine sui consumi, condotta nel corso del 2010 su un campione di circa23 mila famiglie.La povertà risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2009: l’11,0% delle famiglie è relativamente povero e il 4,6%lo è in termini assoluti.La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a 992,46 euro, circa 9 euro in più rispettoalla soglia del 2009 (+1%).La povertà relativa aumenta tra le famiglie di 5 o più componenti (dal 24,9% al 29,9%), tra quelle con membriaggregati (dal 18,2% al 23%) e di monogenitori (dall’11,8% al 14,1%). La condizione delle famiglie con membriaggregati peggiora anche rispetto alla povertà assoluta (dal 6,6% al 10,4%).Nel Mezzogiorno l’incidenza di povertà relativa cresce dal 36,7% del 2009 al 47,3% del 2010 tra le famiglie con treo più figli minori.La povertà relativa aumenta tra le famiglie con persona di riferimento lavoratore autonomo (dal 6,2% al 7,8%)o con un titolo di studio medio-alto (dal 4,8% al 5,6%), a seguito del peggioramento osservato nel Mezzogiorno(dal 14,3% al 19,2% e dal 10,7% al 13,9% rispettivamente), dove l’aumento più marcato si rileva per i lavoratoriin proprio (dal 18,8% al 23,6%). Tra le famiglie con persona di riferimento diplomata o laureata aumenta anche lapovertà assoluta (dall’1,7% al 2,1%).Peggiora la condizione delle famiglie di ritirati dal lavoro in cui almeno un componente non ha mai lavorato e noncerca lavoro, si tratta essenzialmente di coppie di anziani con un solo reddito da pensione, la cui quota aumenta dal13,7% al 17,1% per la povertà relativa e dal 3,7% al 6,2% per quella assoluta.Migliora, nel Centro, la condizione di povertà relativa tra le famiglie con due o più anziani (dal 10,5% al 7,1%).La povertà assoluta cala per le coppie con persona di riferimento sotto i 65 anni (dal 3,0% all’1,9%), a seguito diuna maggiore presenza di coppie con due percettori di reddito.Secondo Giovanni D’Agata, questi dati fanno riflettere sul problema che affligge il nostro paese, l’Italia, che stascendendo in picchiata da tutte le classifiche della comunità europea e non stiamo parlando di un paese del terzomondo.Sicuramente i costi della politica con la loro riduzione , aiuterà i conti pubblici alleggeriti da tutta una burocraziache si porta dietro ministri, viceministri, sottosegretari, capi uffici,e un corteo al seguito pagatissimo.Ma il problema è più grave dobbiamo inquadrare la nostra politica aiutando le classi sociali più deboli, dobbiamorendere possibile a tutti di arrivare a fine mese e di assicurare una pensione tale di questo sostantivo.