Lettera del sindaco di Lamezia Terme al ministro della Giustizia Nitto Palma

Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha scritto nei giorni scorsi al ministro della Giustizia, Nitto Palma.

Mi permetto di scriverle – ha detto il sindaco – per esprimerle la mia preoccupazione, quella dell’Amministrazione e dell’intera comunità lametina per l’ipotesi di chiusura del Tribunale della città paventato in questi giorni a seguito dell’approvazione della norma che prevede la riduzione degli uffici giudiziari.

Lamezia Terme ha subito negli ultimi venti anni ben due scioglimenti del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose ed è, insieme al suo vasto comprensorio, una realtà con una preoccupante presenza della criminalità organizzata, ma che, per fortuna, registra anche una forte reazione civile e sociale e un contrasto istituzionale importante.

In questa situazione, – ha sottolineato Speranza – e in un momento così delicato, far venire meno un presidio fondamentale di legalità e un punto di riferimento concreto, rappresentato dagli uffici giudiziari cittadini (Procura, Tribunale, ecc.), per quanti si battono per affermare i criteri della giustizia, rischia di essere assai negativo.

Come sa bene, avendo anche fatto il magistrato nella nostra regione, un approccio “ragionieristico”, che guardi solo al problema dei costi, non può risolvere il grave problema del deficit di giustizia e legalità che vive una realtà di frontiera come la Calabria.

E’ per queste ragioni, e facendomi interprete delle preoccupazioni della città e degli operatori di giustizia (magistrati, avvocati, personale giudiziario), che le chiedo di valutare attentamente e di evitare la chiusura del Tribunale che necessiterebbe, al contrario, di un rafforzamento di risorse e di organico.

Ringraziandola dell’attenzione – ha concluso il sindaco di Lamezia – le chiedo, poiché viene spesso in Calabria, di accettare il mio invito, rispettoso e deferente, di venire a Lamezia per un incontro con i sindaci del comprensorio, i rappresentanti istituzionali del territorio, i rappresentanti dell’associazionismo antiracket e gli operatori di giustizia allo scopo di esaminare insieme la situazione e confrontarsi in maniera più approfondita.

Se, come mi auguro, il mio invito verrà accolto la prego di fissare Lei la data nel quadro dei suoi impegni”.