L’ex presidente della Sacal Speziali risponde al sindaco Speranza: “Nessuna richiesta di reintegro del capitale sociale”

A tal proposito è intervenuto anche il segreterio provinciale del Movimento sociale Fiamma Tricolore Giaimo Natale che afferma: «Ancora una volta siamo stati bravi a sollevare per primi un problema quello relativo all’aeroporto di Lamezia e alla sua “allegra” gestione, che adesso diventa di dominio comune, su cui si registrano interventi più o meno interessati di diversi personaggi e soggetti politici, da Grandinetti a Soriero. Il problema dell’amministrazione dell’aeroporto di Lamezia, o meglio della Sacal, società preposta a questo, è oggi diventato terreno di scontro tra gruppi di potere, evidentemente sostituitisi alle prerogative delle Istituzioni ed anche alle “normali” intromissioni dei partiti, pure essi ormai sorpassati da una realtà sempre più fosca, solo perché si è dimesso il suo presidente, il senatore Speziali, è c’è da sostituirlo andando a gestire i 58 milioni di euro assegnati per l’appalto dell’ampliamento dell’aerostazione».
«Da qualche tempo le organizzazioni sindacali del settore – prosegue l’esponente della Fiamma tricolore – continuano a denunciare una situazione di criticità in cui alcune delle più elementari regole contrattuali vengono rimosse e si procede, in assoluto regime di deregolamentazione, a gestire ogni rapporto con decisioni verticistiche e non condivise. A solo titolo di esempio, ma riteniamo sia assolutamente grave, possiamo indicare la forzata riduzione dei servizi di sicurezza e di assistenza, in particolare nelle ore notturne e nel lungo fine settimana (venerdì, sabato e domenica). Nel contempo finalmente emergono, aldilà di tante propagandistiche e trionfalistiche dichiarazioni, aspetti di una situazione economica che preoccupa, e non poco, le forze sane che insistono nella gestione e nella organizzazione lavorativa dello scalo».
«Di questa confusa situazione gestionale – evidenzia ancora – due sono i campi che destano le maggiori perplessità di quanti hanno a cuore la sopravvivenza ed il rilancio della struttura – principale e strategica nello scacchiere aeroportuale nazionale e, particolarmente, per il Sud e – uno è quello economico – e tanti si domandano e domandano quali sono gli stipendi di cui hanno goduto finora il presidente del Cda e il direttore generale e del dirigente al personale dello scalo ovvero l’entità della “buonuscita” ricevuta dal primo o di quella che riceverà, di qui a meno di due mesi, che percepirà il secondo, l’altro è la “presenza” della politica e delle istituzioni, orma ridotti a “guerra tra bande” per affermare il proprio potere assoluto a scapito degli altri, nella gestione dello scalo, non più bene di una regione intera, bensì luogo di clientela senza regole. Ed in tutto ciò i primi a rimetterci sono i Lametini, sempre più secondari nelle postazioni che decidono, anche per colpa dell’ormai dilagante “sindrome di Ponzio Pilato” che sembra aver colpito chi è stato chiamato, o si è arrogato il diritto, di rappresentarli ai vari livelli». (Gazzetta del Sud – sa.Inc.)