“Nessuna stangata sui ticket”, il governo smentisce

La norma relativa ad una presunta riduzione dei buoni pasto per i dipendenti pubblici non figura nella versione definitiva della legge di Stabilità approvata ieri dal Consiglio dei Ministri. Ogni polemica sull’argomento, pertanto, è fuori luogo e strumentale“: è quanto fa sapere una nota dell’ufficio stampa di palazzo Chigi.

Dopo molte tensioni, alla fine, arriva l’intesa e il Cdm, corroborato anche dalla fiducia appena incassata alla Camera, in una riunione veloce (poco più di un’ora) licenzia la Legge di Stabilità. E – racconta Ignazio La Russa – nessuno dei ministri si oppone al via libera. In particolare tra la notte scorsa, la mattinata alla Camera ed una serie di mediazioni, vengono sciolti i nodi che riguardano lo Sviluppo (perde i fondi dell’asta frequenze ma guadagna la banda larga con i fondi della CdP) e l’Ambiente (arrivano 300 milioni immediatamente spendibili e 500 per il dissesto). Nessun taglio lineare al ministero dei beni culturali e infatti Giancarlo Galan si dice “soddisfatto”. Tra 150 e 200 milioni dovrebbero arrivare al fondo di garanzia e altri 500 milioni arriverebbero al fondo di sviluppo di coesione. Ma c’é chi, a sorpresa, si vede anche presentare un ‘conto’ da 1 miliardo in meno. Si tratta di Ferruccio Fazio che dovrà fare i conti col taglio all’edilizia sanitaria. E il conto arriva anche ai ministeri anche se nelle bozze della legge (dopo l’ok del Cdm al Quirinale, poi in Gazzetta e al Parlamento) non c’e ancora l’allegato relativo, cioé la tabella con le cifre nero su bianco. La scure arriva anche per la diplomazia: dovrà dimezzare le spese di rappresentanza, con un colpo di macete del 50% sferrato dal testo della legge di Stabilità.

Ma i tagli, oltre a quelli ai ministeri, ci sono e pesanti. In tutto ammonterebbero a 6 miliardi. “Un capitolo difficile”, lo definisce il premier, Silvio Berlusconi. Si colpisce anche più in basso: ad esempio i dipendenti pubblici che, se non lavoreranno almeno 8 ore, dovranno rinunciare ai ticket per mangiare (La presenza di questa norma è stata smentita oggi da Palazzo Chigi, ndr).
Ma taglio forti arrivano anche alla sicurezza: taglio di due milioni per l’anno prossimo per le spese di vitto per il personale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza impegnato in servizio d’ordine fuori sede e mega-taglio complessivo di 60 milioni tra il 2012 e il 2013 tra Carabinieri e Polizia. Ma il ministro Roberto Maroni tira comunque un sospiro di sollievo: i tagli all’inizio erano oltre i 500 milioni. Ma non è detta l’ultima parola. Almeno per molti settori. Il fondo del ministero del Tesoro viene ‘rimpinguato’ per oltre 4 miliardi e arrivano anche gli 800 milioni dell’asta delle frequenze (gli altri 800 andranno al fondo di ammortamento per i titoli di Stato). E sarà un Dpcm successivo a distribuire questi fondi tra una ventina di voci diverse. Cioé una gran parte degli investimenti è scritta nella legge ma non è ancora dettagliata. C’é l’autotrasporto, il 5 per mille, la detassazione dei salari legata alla maggior produttività. Il finanziamento scuole e università non statali, finanziamento del fondo per le università (Mariastella Gelmini parla di 400 milioni), partecipazione alle missioni internazionali, fondo occupazione. Ma si prevede di rimpinguare anche il fondo nazionale per le politiche giovanili, di sostenere gli investimenti del Gruppo Ferrovie, il contratto di programma con Rfi. Ci sarà poi un contributo ai policlinici universitari gestiti direttamente da università non statali e all’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma. Altri fondi andranno alla professionalizzazione delle forze armate e per la partecipazione italiana a banche e fondi internazionali (leggi Fmi). E fondi ci saranno anche per ‘strade sicure’. Ma si finanzierà anche la ricorrenza del 4 novembre e si penserà infine alle vittime dell’uranio impoverito e a non meglio precisate “ulteriori esigenze dei ministeri”. Insomma in tutto una ventina di priorità. Sulle quali le ‘tensioni’ registrate oggi in Cdm potrebbero riaccendersi