Pd: “Ridurre i costi della politica”.

Roma – “Calcolare i vitalizi per i parlamentari con lo stesso sistema, cioé il contributivo, con cui vengono calcolate le pensioni Inps di tutti i lavoratori”. A rilanciare la proposta, già presente negli emendamenti alla manovra presentati al Senato insieme a Idv e Udc, è il Pd. Il Partito guidato da Pier Luigi Bersani ha infatti preannunciato l’intenzione di “dare battaglia su un pacchetto di proposte per ridurre i costi della politica” – strano considerando i voti palesemente negativi del gruppo a qualsiasi altra proposta avanzata in merito dal Governo o in passato dall’ Idv -.

“Di fronte all’emergenza economica – si legge in una nota – il Pd ritiene che la politica debba dare un contributo concreto di sobrietà e di responsabilità, lottando invece contro le concezioni demagogiche che rischiano di confondere tutto e non risolvere nulla. La nota ricorda quindi le proposte messe a punto nel recente passato, alcune delle quali tradotte in emendamenti alla manovra presentati in Senato con Idv e Udc; misure che il governo e la maggioranza hanno respinto – sottolinea i Pd – impedendone l’approvazione, ma che restano validi punti di riferimento per gli interventi da realizzare”.

La prima proposta è “la riduzione del numero dei parlamentari, cambiando le funzioni del Senato: una Camera con 400 deputati e un Senato Federale con 200 senatori. E’ possibile calendarizzare già dal prossimo settembre il provvedimento. Per quanto riguarda le retribuzioni dei parlamentari – prosegue la nota -, si chiede di modificare la legge del 1965 che le lega a quelle dei magistrati, scegliendo come nuovo parametro “la media delle retribuzioni dei parlamentari degli altri paesi europei”. La manovra si è mossa in questa direzione ma dal 2013.

“Sui vitalizi dei parlamentari occorre una decisione interna alla Camera e al Senato; proponiamo che i vitalizi dei parlamentari siano ricondotti al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all’Inps, cioé il sistema contributivo e non retributivo”.

“Il Pd – viene aggiunto nella nota – propone di lavorare concretamente all’interno dei bilanci di Camera e Senato per ridurre la spesa collegata agli immobili (affitti), per dare trasparenza e risparmiare sui servizi offerti”.

Il partito di Bersani ha poi rilanciato alcuni emendamenti presentati con Idv e Udc in Senato alla manovra, che ridurrebbero i costi della politica: accentramento dei comuni più piccoli; accorpamento delle province sotto i 500.000 abitanti (si arriverebbe ad un dimezzamento); accorpamento delle società che fanno capo ai comuni (un comune non potrà avere più di una società: e così verrebbero meno migliaia di aziende, con i relativi consiglieri); totale incompatibilità dell’incarico dei parlamentari con qualsiasi altro incarico (sindaco, consigliere, presidente di provincia, ecc); taglio delle auto blu e dei voli blu; reintroduzione del tetto alla retribuzione dei manager pubblici.

“Queste proposte costituiscono un punto fermo del Pd – conclude la nota – un patrimonio di iniziative sulle quali daremo battaglia e che il Pd si impegna a realizzare”.