Reggio Calabria, Immigrazione: “Residenti e albergatori di Via Florio insieme con CasaPound”

Reggio Calabria – “Siamo stati contattati nei giorni scorsi dai residenti di Via Florio, via attigua al Porto di Reggio Calabria nota soprattutto per l’attraversamento dei pendolari e dei turisti che scendono dagli aliscafi per Messina e per le Isole Eolie, che denunciano ormai da mesi la situazione di degrado che questa via nevralgica per la città e per i collegamenti marittimi sta subendo da quando è stato istituito un centro di prima accoglienza per minori nell’ex edificio della Capitaneria di Porto di Via Florio. A questi si è unita la voce disperata dell’albergatore proprietario dell’Hotel Continental che sta vivendo un vero incubo da quando questi soggetti sono presenti nella zona” queste le parole di Federico Romeo, coordinatore regionale di CasaPound.

“I residenti e l’albergatore – prosegue la nota – lamentano da mesi questa situazione ma nessuno è mai accorso in loro aiuto, malgrado abbiano inviato due PEC per sollecitare il prefetto ad intervenire. Si è sempre preferito lavorare nel silenzio generale per rendere questa zona un bivacco per immigrati clandestini senza però osservare che sia le attività commerciali e legate al turismo che chi vive in questa via, ne stanno risentendo fortemente. Questo è il risultato di politiche che hanno reso questa zona come del resto tutto il porto un luogo privo di vita a cui nessuno fa più riferimento per utilizzare i collegamenti marittimi per le Isole Eolie, istituiti come baluardo per l’avvicinamento di Reggio ad una realtà turistica che poteva essere il rilancio di una città che nelle sue mille potenzialità ha anche quella del turismo. L’idea del porto turistico che accoglie chi viene a visitare la città è un sogno che vive solo nelle teste di chi amministra la città ma che non troverà mai attuazione, lasciandolo invece in balia di questa triste realtà che vede l’amministrazione comunale cittadina spingere verso un utilizzo forzoso dei mezzi di accoglienza della città per fini non nobili e le Istituzioni tutte collaborare ad un progetto che vede la distruzione sistematica della città e delle sue attività commerciali”.

“Chiediamo quindi – conclude Romeo – un incontro con il prefetto Michele Di Bari e il sindaco Giuseppe Falcomatà a cui parteciperà il sottoscritto, un rappresentante dei residenti e l’albergatore, e nel corso del quale si chiederà la chiusura di questo centro di prima accoglienza non solo per il disagio che crea ai residenti ed alle attività commerciali ma anche a fronte del fatto che la struttura non risulta idonea. Se questa richiesta verrà disattesa, scatterà la mobilitazione per una manifestazione di protesta in loco”.