Sel ne ha per tutti “Contro Speranza soltanto parole”

Il partito replica alle accuse sul sindaco

Le critiche vere, presunte o magari interessate, indirizzate a Gianni Speranza e alla sua amministrazione non sembrano crucciare più di tanto Sel (che a Lamezia, oltre ad essere il partito di Niki Vendola è soprattutto il partito del primo cittadino e del gruppo dei suoi fedelissimi). La filosofia che Sel coltiva sembra dica: contro Speranza solo parole e parole. Pur tuttavia Sel non ci sta ad incassare critiche senza controbattere. Il circolo lametino di Sel, allora, si affida al sottile filo dell’ironia per rispondere in modo secco ai biasimi che arrivano, da postazioni diverse. Stavolta c’è posta per l’ingegnere Grandinetti, per il consigliere del Pdl Chirumbolo, e per Carletto Aiello, anima ribelle della Sinistra. Ebbene, la più pungente ci sembra la cartolina inviata al leader dei finiani. Del tipo è inutile cercare ampliamento di maggioranza perché noi stiamo bene come siamo. C’è da giurare che l’ingegnere vorrà replicare immediatamente. Ma intanto ritornando alla nota di Sel. I vendoliani iniziano prendendo atto di una sorta di paradosso. «Ad assistere al dibattito cittadino – osservano – è come se in Italia e in Europa non stesse accadendo nulla. Esso non pare minimamente rispecchiare l’ansia e l’apprensione per una situazione economica drammatica, per il rischio che il paese fallisca, che, come dice Monti, domani si finisca come in Grecia» . Secondo Sel «alcuni tra i consiglieri sembrano avvolti da una nuvoletta e non si accorgono del baratro in cui rischia di precipitare il paese tutto e con esso noi altri, di destra, di sinistra, di centro. Come per i polli di Renzo a molti di loro interessa la polemica paesana locale, a volte la rissa, ritagliarsi lo spazio a chi la spara più grossa, a chi vuol far capire di saperla lunga, di conoscere la soluzione per ogni problema» . La prima bacchettata è per un esponente del Pdl.«Prendete il consigliere Chirumbolo – commenta Sel nella sua prosa c’è l’universo in sintesi, “il mondo in una stanza” come cantava Gino Paoli: dal problema dei rom (che dopo 50 anni si cerca di avviare faticosamente la soluzione), ad argomenti nuovissimi ed originali come l’edilizia ferma o il commercio che vive un momento difficile, a quelli del momento come la crisi della Multiservizi (una crisi di liquidità in un’azienda sana, ma bisognerà tornarci); il neoconsigliere pidiellino caracolla con leggerezza sull’orbe terraqueo convinto di indicare i responsabili dell’inquinamento marino, della mancata lotta alla criminalità, o della mancata sperimentazione di nuove opportunità di lavoro. Non dimentica nemmeno le discariche al collasso: anche qui lui ha capito di chi è la colpa». Poi si passa alla stoccata. Stavolta tocca a Grandinetti. «Per la verità – commenta Sel -non è da meno neanche Francesco Grandinetti che ci fa partecipi di una vera chicca: cioè che Lamezia è una città che avrebbe tutto per poter avere un’esplosione di sviluppo. Poi suggerisce di trovare modi alternativi per sviluppare l’imprenditoria locale, e di fare accordi con le banche per fare avere credito alle imprese». «Ma perché mai- chiede Sel – Monti non l’ha chiamato a ricoprire almeno un posto di sottosegretario?». «La verità – sottolineano vendoliani – è che lui preme sull’acceleratore per un cambio di maggioranza, noi di Sel viceversa, come abbiamo unanimamente ribadito anche nell’ultima nostra assemblea di circolo, siamo per rispettare il mandato elettorale». «Se poi qualcuno come Chirumbolo -sostiene Sel – pensa che i numeri il centrosinistra non li abbia, piuttosto che annunciarlo ai giornali dovrebbe provare a raccogliere le firme per una mozione di sfiducia. Così, se ci riesce, voteremo per una nuova maggioranza e un nuovo sindaco». L’ultima cartolina è per Carlo Aiello che Sel vede già vicino al Pd. . «Naturalmente – commenta Sel – non poteva mancare l’ineffabile consigliere Aiello, l’uomo che dove lo lasci non lo trovi: dice di non essere più della maggioranza tradendo così il mandato di chi lo votò convinto che sarebbe rimasto, pur nella legittima critica, dalla parte del sindaco con cui ha vinto le elezioni. Naturalmente ciò sarebbe accaduto se il sindaco avesse accettato il suo diktat sull’assessore in quota alla Sinistra per Lamezia. Ma lo sventurato non lo accontentò. Anche se nella lista che lo ha eletto Aiello per la verità s ‘è fermato molto poco: dopo essere transitato in Sel pare che con un ultimo giro di valzer sia ora approdato al Pd». (il quotidiano)