Simbolica richiesta dei sindaci di Conflenti e Motta Santa Lucia: Reppucci prefetto a vita

Il sindaco di Conflenti Giovanni Paola e quello di Motta Santa Lucia Amedeo Colacino hanno avanzato una curiosa richiesta al Ministro dell’Interno Roberto Maroni. Hanno infatti chiesto di confermare a vita, quale prefetto di Catanzaro, l’attuale rappresentante Antonio Reppucci. Con questa richiesta, i due sindaci hanno manifestato l’intenzione di rappresentare “uno straordinario fenomeno di buona amministrazione, determinata dall’efficace interpretazione del ruolo da parte del Prefetto di Catanzaro”. Reppucci sta entrando nelle simpatie di amministratori locali e cittadini per il suo modo di fare. Dal suoi insediamento, infatti, il prefetto ha visitato la quasi totalità delle cittadine del comprensorio. In molti casi ha dimostrato grande attenzione alle problematiche locali, intrattenendosi anche con i comuni cittadini per recepirne i suggerimenti, le richieste e le rimostranze.
Si legge nella missiva: “In lui ammiriamo il forte impatto territoriale, con una sua assidua presenza diretta in tutte le iniziative coinvolgenti i livelli istituzionali, di spessore culturale e di partecipazione popolare”. “L’anacronistica etichettatura di suscitatore sociale attribuita una volta alla figura del Prefetto, afferma Paola, oggi potrebbe essere ben calzante per il nostro prefetto di Catanzaro, proprio per le modalità con le quali riesce a trasmettere socialmente i messaggi inerenti il suo mandato. La Calabria, terra aspra, piena di colore, calore, cultura, tradizione e musicalità, dove la gente talora riesce a specchiarsi nella ricca dotazione dei propri valori, da sempre è costretta a convivere con la contraddittorietà dei sentimenti”. “Per vincere questa conflittualità e trovare riscatto, la popolazione ha bisogno di simboli e di riferimenti certi. Uno di questi è sicuramente il Prefetto di Catanzaro Antonio Reppucci, carismatico per il modo semplice, puntuale e popolare di proporsi, ma certamente abile nel mantenere la piena autorevolezza del ruolo”. Per queste ragioni, i due sindaci chiedono “naturalmente in modo simbolico, di lasciarci a vita questa tipologia di prefetto, perché la Calabria, per crescere, e di strada ne deve fare ancora tanta, ha bisogno di tali riferimenti certi”.