FOIBE: quando il crimine diventa negazione

foibe

Capita, ad oggi ad esempio, che dei folli, come Faurisson o App, neghino l’esistenza della Shoah ebraica per motivazioni sopra descritte.
Capita anche che, ad oggi, ci si possa imbattere in delle tesi vergognose e deprecabili che mirano a sminuire, negare, l’esistenza delle foibe istriane e della fuga degli esuli dopo la pulizia etnica perpetrata dall’esercito di Tito.
Capita, anche, di imbattersi in degli idioti  travestiti da insurrezionalisti, che irrompendo giorni fa al concerto di Cristicchi organizzato in onore dei martiri delle foibe, inneggiavano al ‘finto ‘olocausto italiano’ con tanto di vilipendio ai defunti.
Le vergogne, si sa, non vengono mai da sole, basti pensare tutte le critiche scaturite dal film ‘ Il Cuore nel pozzo’, che trattando di foibe in prima serata, scatenò gli impulsi rabbiosi, negazionisti, infami, di comparti ideologici ben precisi.
O come non ricordare l’infelice vignetta di Krancic, atta a dileggiare i martiri che è servita da istigazione alla profanazione del monumento della foiba di Basovizza. 
Negare le foibe, è come negare l’ Olocausto ebraico, è come negare l’eccidio degli indiani d’ America, è come negare il martirio del popolo meridionale nella deportazione di Fenestrelle ad opera dei Savoia del tempo, è come negare la Nakba palestinese ad opera del Sionismo.
Così come si sono individuati i negazionisti dell’ olocausto ebraico, si individua in Claudia Cernigoi il soggetto che, più di tutti,  ha leso la dignità e la verità su tale massacro.
Nel suo saggio, ‘ Operazione Foibe’, oltre a parlare di ‘presunte foibe’ e ‘presunti massacri’, oltre a sminuire il numero dei morti, parlando di mistificazione storica,  si legge in forma chiara : “  In quanto alle onoranze richieste per i “caduti delle foibe” (commemorazioni, erezioni di monumenti e lapidi, intitolazione di vie), visti i ruoli impersonati dalla maggior parte degli “infoibati”, personalmente ci rifiutiamo di onorarli…”. Questa frase rappresenta, ad onor dei fatti, la vera mistificazione della storia raccontata in onore di un odio ideologico, da chi sostituisce il livore dell’idea alla storia dell’uomo e dei suoi crimini commessi.
Tant’e’ vero che il suo presunto dossier, carico di odio gratuito , è abbattuto dal resoconto storico che smaschera tali crimini, racchiusi nel libro Foibe-una tragedia annunciata- di Vincenzo Maria De Luca, edizione Settimo Sigillo. Questa libro rappresenta un caposaldo di ogni accadimento successo, spiega le profonde ragioni sociali, i movimenti umani di quelle terre ed affonda in epoca anche antecedente il Trattato di Campoformio, considerato il primo seme su cui germoglierà la pianta del male. (1797).
Un altro dossier che ha smantellato ogni forma di negazione  perpetrata da parte della Cernigoi, è rappresentato da quello messo in atto da Giorgio Rustìa, nel suo ‘ Controperazione Foibe’ : anche qui, dati incontrovertibili, elementi  di pura oggettività che acclarano la pulizia etnica non verso criminali fascisti, ma verso italiani qualunque, gente comune, famiglie intere deportate e gettate nelle voragini carsiche (fra cui un documento di Togliatti in cui rassicura ed incita il popolo di Trieste ad accogliere le truppe liberatrici ).
Logica chiara di una soluzione finale: questa terra è nostra, fuori gli italiani, tutti, nessuno escluso, anche partigiani, tutti giù nelle foibe, tutti al muro per essere fucilati, tutti fuori dalle case, tutto quello che avete è da espropriare, ogni rappresaglia verso qualsiasi italiano è da legalizzare.  Viva il comunismo della libertà, viva Stalin , viva Tito, viva la pace.
Il massacro, dato inizio allo scadere del Secondo conflitto mondiale, non ha risparmiato nemmeno donne, sequestrate, torturate, violentate, solo perché italiane ( la storia di Norma Cossetto è a dir poco raccapricciante), così come sul campo della mattanza sono finiti oltre cento appartenenti alla Guardia di Finanza, prelevati con l’inganno dai propri Comandi e portati alla fucilazione o alla morte nelle voragini carsiche. Stessa fine migliaia di italiani morti impiccati nei territori montuosi, altri gettati in mare, altri vittima dell’impalatura:oltre diecimila i morti, secondo alcuni dati, senza considerare il numero degli esuli, fatti per passare per criminali fascisti. Propaganda artificiosa e criminale, humus dell’oscurantismo prima e del negazionismo successivo. 
Riguardo la negazione del crimine delle foibe, in Italia esiste una proposta di legge, al momento parcheggiata, che considera reato ‘ la negazione dell’olocausto ebraico e qualsiasi crimine ideologico riconosciuto, anche se sminuito’.
E’ bene porre attenzione a come si legifera tale legge, perché se attuata nelle modalità corrette potrà essere un deterrente giusto per condurre finalmente agli arresti qualunque soggetto che blateri la negazione di un crimine ideologico rendendo vilipendio alla dignità dei defunti ; diversamente, l’errata applicazione attuerà una norma liberticida che impedisce l’intavolamento su un confronto scientifico, democratico e costruttivo di eventuali crimini ideologici commessi. Chi legifera, pertanto, è tenuto a porre attenzione a questa sottile linea di applicazione e funzionamento finale della norma.
La ratio espressa della legge di cui sopra, deve essere unicamente finalizzata a fermare bestiali impulsi emulativi di chi non aspetta altro che di unirsi ad altri simili, nel furore cinico della negazione folle e criminale, figlia di un delirio ideologico, come abbiamo ben visto.  
Concernentemente il crimine delle foibe, bisogna ringraziare il Sig. Marino Micich, Presidente dell’associazione per la Cultura Fiumana, Istriana e Dalmata  nel Lazio, per avere fatto da apripista in lodevoli iniziative simboliche, progettando  preziosi archivi storici che costituiscono memoria indelebile di quanto accaduto.
E’ anche grazie al suo impegno che numerosi esuli e loro figli, hanno rievocato il loro passato, la loro storia, la loro discendenza violentata.
Ogni crimine verso il genere umano, va represso, combattuto.
Senza se e senza ma. Domenico Romeo