LEGITTIMA DIFESA: una norma a tutela dei criminali?

Art 52 del Codice Penale-Legittima Difesa;  art. 53 C.P- Uso legittimo delle armi; art. 54 C.P.- Stato di necessità; art. 55 C.P-Eccesso colposo-.  
Sono queste le norme attenzionate e chiacchiarate al momento dall’opinione pubblica.
Norme di legge che non convincono la stragrande maggioranza degli italiani perché, nell’applicazione pratica, deboli a tutela della legalità e tendenti a fornire cavilli giuridici ad avvocati che difendono criminali che delinquono. 
Il nodo gordiano di queste norme congloba nel concetto di proporzionalità della difesa, in cui quest’ultima”deve essere proporzionata all’offesa”.
Necessita essere colpiti da proiettili di un arma da fuoco per potere rispondere al fuoco stesso? In altre parole: bisogna essere dapprima ammazzati per potere difendersi?
Che significato assume il termine proporzionalità? Come può essere interpretato?
E’ assolutamente inammissibile, fra l’altro, che chi subisce un reato, come la violazione di domicilio, non può avvalersi di adeguate norme  (stesso discorso dicasi per i soggetti passivi dei  reati di furto, rapine ed in casi gravi, i sequestri di persona).
E’ chiaro che la giurisprudenza italiana presenta un vuoto normativo da colmare.
E’ partita, di recente, una raccolta di firme, sul sito Change.org, finalizzata ad introdurre specifiche norme in favore della legalità, modellando gli articoli del codice penale di cui sopra. Questo è il testo: 
Un pensionato di Vapro d’Adda il 20 ottobre scorso ha ucciso un ladro entrato nella sua abitazione. Dopo gli ultimi fatti di cronaca, Charles ha lanciato questa petizione per chiedere alle istituzioni di intervenire sulla legge sulla legittima difesa. Che ne pensi? Ormai non è un segreto che la legge sulla legittima difesa colpisce molte volte a chi subisce un’azione criminale soprattutto dentro la propria proprietà. Da un lato è molto severa nei confronti di chi si difende, difende la propria famiglia e difende i propri beni, da un altro la legge frequentemente viene interpretata diversamente da magistrato a magistrato. Questa raccolta firme serve per chiedere a chi di dovere un cambiamento della suddetta legge. Non è possibile che un delinquente che entra in una proprietà, con l’intenzione del furto, di conseguenza, attraverso un’azione criminale premeditata venga processato solo per tentato furto mentre la vittima, colui che cerca di difendere i suoi cari (moglie e figli) se agisce a seguito di questa azione con un’arma qualsiasi venga processato per tentato omicidio o addirittura, nel peggiore dei casi, omicidio volontario. Il delinquente se la può cavare con qualche mese di carcere mentre il danneggiato rischia anni di carcere e risarcimenti di migliaia di euro nei confronti del criminale. Alcuni esempi? Francesco Sicignano, pensionato, che dopo tanti anni di lavoro voleva solo passare i suoi ultimi anni in tranquillità ma ora è indagato per omicidio volontario. (Cosa deve fare una persona dopo che ben 4 volte sono entrati i ladri in casa?) Graziano Stacchio, colui che cercò di sventare una rapina difendendo la sua incolumità  e quella di una ragazza indifesa. Ce ne sono decine di casi simili, per cui bisogna prendere atto della situazione, perché chi si difende non può sempre essere dalla parte del torto.“
La Democrazia è senz’altro la più alta forma di governo per una Nazione, ma deve essere tutelata da una Costituzione che legifera norme chiare, precise, che mirano alla difesa della persona, della proprietà (intesa cose l’insieme di cose mobili ed immobili), senza alcuni fraintendimenti, dubbi interpretativi a vantaggio di chi commette reati. Domenico Romeo