Spazio Domenico Romeo: “Il sistema di monitoraggio sull’uso delle droghe”

L’Italia si è per lungo tempo contraddistinta in Europa per il suo sistema di trattamento delle tossicodipendenze: il consolidato e capillare sistema di SerD e la sinergia con la rete dei servizi del Privato Sociale Accreditato, nonostante significative differenze interregionali, hanno permesso di fare grandi progressi nel trattamento delle dipendenze da eroina e cocaina. Sono infatti diminuiti i decessi droga correlati, sia per intossicazione acuta che quelli con causa iniziale droga correlata. Significativi progressi sono stati osservati anche per quanto riguarda i danni correlati al consumo di
droghe: negli ultimi anni si è infatti assistito ad una diminuzione del numero di casi di epatite virale acuta soprattutto di epatite B e C, e contestualmente sono diminuiti i nuovi casi di HIV e AIDS tra gli utilizzatori per via iniettiva di sostanze psicotrope. Questo quadro riguarda tuttavia l’ambito delle cosiddette “droghe tradizionali”. Nonostante la diffusione di nuove sostanze e l’incremento nei consumi, osservato anche fra i giovanissimi, la maggior parte dell’utenza presa in carico per trattamento da parte dei Servizi per le Dipendenze è in cura per uso di eroina ed ha un’età media di 39 anni. Sappiamo tuttavia che, soprattutto tra le fasce di popolazione più giovani, una percentuale crescente di soggetti fa uso di droghe sintetiche e in generale di quelle che vengono definite “nuove droghe”. Spesso, i giovani che ne fanno uso sembrano non interessarsi troppo a conoscere ciò che stanno consumando né le relative conseguenze, mettendo in atto quindi comportamenti estremamente rischiosi per la salute. L’insieme di queste informazioni, se incrociate con quelle riguardanti offerta e domanda, sembra dunque indicarci come il fenomeno droghe stia assumendo rapidamente nuovi profili, e come l’attuale sistema di interventi riesca solo in parte a farvi fronte. In
quest’ottica, sembra dunque rendersi necessario lo sviluppo e l’affiancamento di strumenti di analisi e intervento dinamici, in grado tener conto e adattarsi alla rapida evoluzione dei vari aspetti. In un mondo fluido come quello della diffusione e consumo di sostanze psicoattive illegali, i minori costituiscono una popolazione che necessita di particolare attenzione, tanto per il fatto che un ingresso precoce nel consumo di sostanze aumenta la probabilità di uso problematico in età adulta, quanto per l’elevata propensione dei giovanissimi alla sperimentazione, anche di tipo esplorativo. Questo trova conferma nei dati disponibili: l’uso sperimentale di sostanze psicoattive sembra infatti coinvolgere circa un terzo degli studenti minorenni frequentanti le scuole superiori. Pur limitando quindi la probabilità di incorrere in seri problemi sanitari, legata maggiormente ad un uso assiduo, questi giovani si espongono ad alti rischi di conseguenze negative. Questo fenomeno sembra trovare conferma tanto nel numero di minori ricoverati per conseguenze derivanti dall’uso di sostanze, quanto in quelli fermati dalle Forze dell’Ordine e segnalati ai Prefetti per detenzione di sostanze per uso personale, o coinvolti in attività criminali legate a traffico e detenzione. Negli ultimi anni sono infatti aumentate le denunce e i procedimenti giudiziari aperti a carico di minori, nonché il numero minori affidati ai Servizi Sociali della Giustizia Minorile per reati droga correlati. A fronte di questo fenomeno la prevenzione, soprattutto in ambito scolastico, continua ad essere uno degli strumenti più efficaci. Le operazioni antidroga sono in crescita rispetto agli anni precedenti e per il 30% sono avvenute in aree frontaliere. A fronte di un maggior numero di operazioni diminuiscono i quantitativi di sostanza sequestrata. La quasi totalità dei sequestri ha riguardato i derivati della cannabis e lo 0,1% le droghe sintetiche (prevalentemente costituiti da ecstasy e analoghi), per le quali si registra un aumento. Le sostanze sequestrate presentano un’alta variabilità di principio attivo. Il Sistema Nazionale di Allerta Precoce ha inviato all’EMCDDA 10 segnalazioni per sostanze apparse in Italia per la prima volta; 13 sono le Allerte diffuse e 43 le nuove sostanze psicoattive segnalate. 32.992 le persone segnalate all’Autorità Giudiziaria, in aumento rispetto agli anni precedenti. Quasi due terzi dei denunciati è di genere maschile, di età compresa tra i 20 e i 39 anni. La maggior parte delle denunce è associata ai derivati della cannabis, seguono quelle per cocaina ed eroina (tutte in aumento), mentre quelle per droghe sintetiche (1,2%) sono in diminuzione. 9.959 i soggetti condannati per reati di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti e/o associazione finalizzata al traffico di queste (artt.73 e/o 74 DPR 309/90).
Il 34,1% della popolazione carceraria è rappresentato dai detenuti per reati droga-correlati (artt.73 e/o 74 DPR 309/90), che risultano diminuiti rispetto al 2014. Sono diminuiti anche i nuovi ingressi per art.73 DPR 309/90, il 50% dei quali rappresentato da stranieri; sul totale dei detenuti per reati droga correlati, tale percentuale scende al 39%. I minori in carico ai Servizi Sociali della Giustizia Minorile per reati droga correlati sono stati il 18,1% dei 21.848 soggetti in carico; 63 hanno usufruito delle misure alternative. Rispetto ai 1.141 ingressi in Istituti Penali, quelli per reati droga correlati sono il 13,7%; i minori collocati in Comunità sono stati 87. L’andamento del numero di soggetti segnalati al Prefetto per detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti mostra un leggero incremento rispetto agli anni precedenti, in parte ascrivibile al trend crescente del numero di segnalati minorenni. L’80,4% delle segnalazioni è per possesso di cannabinoidi, seguite da quelle per cocaina (12,7%), oppioidi (5,7%) e altre sostanze illegali (1,3%). Il 71,3% dei segnalati ha meno di 30 anni. “Ogni anno in Europa si segnala oltre un milione di sequestri di sostanze illecite. Per la maggior parte si tratta di piccole quantità di droga confiscate ai consumatori, benché le partite di diversi chilogrammi di droga sequestrate a trafficanti e produttori rappresentino un’ampia percentuale della quantità complessiva di stupefacenti sequestrati. La cannabis, oggetto di oltre il 70 % dei sequestri effettuati in Europa è la sostanza confiscata con maggiore frequenza. La cocaina occupa il secondo posto in assoluto (9 %), seguita dalle amfetamine (5 %), dall’eroina (5 %) e dall’MDMA (2 %).” Questo è il resoconto trasmesso dall’ European Drug Report 2017 EMCDDA.
L’approccio alla stima del valore del consumo di droga prende a riferimento prevalentemente indicatori di domanda e informazioni relative agli utilizzatori finali e ai loro comportamenti di consumo per tipologia di sostanza stupefacente. In questo modo si analizzano i diversi mercati della
droga, uno per ogni sostanza stupefacente oggetto di analisi. L’approccio che utilizza informazioni dal lato della domanda può essere così formalizzato HFCj = Nj * QHFCj * PHFCj dove HFCj è il valore del consumo finale per la tipologia di sostanza j, Nj è il numero di individui coinvolti nel consumo di droga per sostanza, QHFCj le quantità consumate e PHFCj sono i prezzi al dettaglio.
Il consumo finale HFC è la risultante della somma dei consumi per le diverse sostanze stupefacenti.
l’Istat ha stimato un numero di utilizzatori di cannabis pari a 6,2 milioni, mentre 1 milione sono gli utilizzatori di cocaina. I consumatori di eroina risultano circa 280.000 e 595.000 sono gli utilizzatori di altre sostanze chimiche (ecstasy, LSD, anfetamine). Dopo aver definito il numero degli utilizzatori per tipo di sostanza e per comportamento di consumo (consumatori problematici, regolari e occasionali) è possibile pervenire alla stima della quantità di droga immessa nel mercato interno, inserendo alcune assunzioni sulla frequenza e le quantità d’uso delle diverse tipologie di consumatori. Le informazioni sui prezzi sono disponibili nelle relazioni annuali della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga (DCSA) del Ministero dell’Interno.
Ai fini della stima della spesa, si considera un prezzo al consumo intermedio tra le due quotazioni estreme indicate per le vendite al dettaglio. I prezzi risultano coerenti con quelli diffusi dalle Nazioni Unite.
Il monitoraggio sulla diffusione e l’uso delle sostanze psicotrope si stima attraverso tale sistema d’Allerta:
INFORMATIVA: Comunicazione non urgente inviata dal Sistema nazionale di allerta ai centri collaborativi con lo scopo di condividere le informazioni analitiche e cliniche sulle nuove sostanze psicoattive, sui nuovi modelli di consumo, sui nuovi agenti di taglio/adulteranti, al fine di facilitare l’individuazione analitica delle nuove molecole, l’identificazione dei casi clinici e il monitoraggio di fenomeni nuovi nello scenario della droga.
PRE-ALLERTA: comparsa di una nuova sostanza psicoattiva, di una nuova modalità di consumo, un nuovo agente da taglio/adulterante in Europa e/o in Italia. Non ci sono casi clinici registrati in Europa né in Italia. Non ci sono decessi. Informazioni in attesa di conferma. Possibilità di ricevere ulteriori informazioni che potrebbero esitare in un’Allerta.
ALLERTA DI GRADO 1: comparsa di una nuova sostanza psicoattiva, di una nuova modalità di consumo, un nuovo agente da taglio/adulterante in Europa o in Italia. Informazioni analiticamente confermate. Non ci sono casi clinici, né in Europa o in Italia. Condizioni di disagio sociale (preoccupazioni, ansie, allarmi sociali).
ALLERTA DI GRADO 2: comparsa di una nuova sostanza psicoattiva, di una nuova modalità di consumo, un nuovo agente da taglio/adulterante in Europa o in Italia. Informazioni analiticamente confermate. Casi clinici verificatisi in Europa o in Italia. Rischio di danni alla salute (disturbi temporanei, non potenzialmente letali) e rischio di diffusione di sostanze tossiche nel mercato illecito e dei consumi. Non ci sono decessi.
ALLERTA DI GRADO 3: comparsa di una nuova sostanza psicoattiva, di una nuova modalità di consumo, un nuovo agente da taglio/adulterante in Europa e/o in Italia. Informazioni analiticamente confermate. Casi clinici osservati e documentati in Europa o in Italia. Condizioni di rischio di gravi danni per la salute (malattie invalidanti, decessi). Successivamente all’attivazione, le allerte possono essere oggetto di aggiornamenti che riportano notizie aggiuntive a complemento di quanto inizialmente comunicato.
COMUNICAZIONI E ALLERTE EMCDDA: comunicazioni e/o allerte nelle quali il Sistema di Allerta raggruppa e inoltra al network dei centri collaborativi le segnalazioni e/o allerte relative all’individuazione di nuove molecole sul territorio della UE o a gravi
intossicazioni e/o morti che l’EMCDDA ha trasmesso.
Il Sistema di Allerta, quando opportuno, si avvale inoltre della possibilità di inviare Note formali a specifici destinatari per informare o allertare rispetto ad un evento o un fenomeno di interesse locale e/o specifico.

Domenico Romeo