Spazio Domenico Romeo: “Jan Palach, il fuoco della libertà'”

“Poiché i nostri popoli sono sull’orlo della disperazione e della rassegnazione, abbiamo deciso di esprimere la nostra protesta e di scuotere la coscienza del popolo». Con questo testamento scritto Jan Palach immolava la propria vita sull’altare della libertà, scegliendo di essere una torcia umana in piazza. Siamo nel 1969 e la Cecoslavacchia, con la “Primavera di Praga”, è il fronte mondiale del mondo libero contro i carri cingolati dell’ex Urss, espressione di un totalitarismo che vedrà la fine solo nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino. Dal 16 gennaio al 3 febbraio 2019 Padova ospiterà una serie di eventi che, con il nome collettivo scelto, “Praga è sola”, riprende il titolo di un celebre editoriale del Manifesto, che (icasticamente) commentava la tragica situazione della capitale della Cecoslovacchia dopo l’invasione, da parte dell’esercito russo, subita nell’agosto del 1968. Apre la serie di eventi una giornata di studio che vede coinvolti esperti di storia, letteratura e cinema e che si terrà simbolicamente il 16 gennaio (alle ore 15:30, Sala Paladin di Palazzo Moroni), esattamente a cinquant’anni dal giorno in cui Jan Palach si diede fuoco in piazza San Venceslao; l’insieme delle iniziative vuole richiamare l’attenzione su quella stagione di stupefacente creatività artistica e politica che ha caratterizzato la cultura ceca tra il 1963 e il 1969 (basti pensare agli scrittori Milan Kundera e Bohumil Hrabal o ai cineasti della Nová Vlna, a partire da Miloš Forman). La rivolta popolare seguita all’invasione rappresenta, in un certo senso, un’ultima disperata tappa di questa esperienza culturale e politica consumata poi dal lento scorrere verso una “normalizzazione” sempre più burocratizzata contro la quale Jan Palach solleverà la sua ultima e tragica protesta. Si tratta di un episodio che ha lasciato ferite profonde anche nell’immaginario italiano, come dimostrano tanto la celebre canzone di Francesco Guccini quanto l’appassionato testo di Pier Paolo Pasolini “Praga: una atroce libertà”. Il 18 gennaio, alle ore 18:00, presso la Galleria Cavour verrà inaugurata una mostra, divisa in quattro parti: la nascita e l’evoluzione della Cecoslovacchia tra il 1918 e il 1968; l’esperienza della Primavera di Praga e della sua repressione, vista attraverso gli scatti dei fotografi Carlo Leidi e Alfonso Modonesi; i manifesti della Nova Vlna e la vicenda umana di Jan Palach. Nelle vetrine che accompagnano i quattro percorsi saranno inoltre presentati materiali d’epoca che spaziano dalle prime edizioni dei più celebri romanzi cechi degli anni Sessanta, fino ai periodici cechi e italiani, che così ampio spazio hanno dedicato a queste vicende. La mostra è accompagnata da una rassegna cinematografica che presenta al pubblico al Fronte del Porto, in via S.M. Assunta, tre dei migliori risultati, realizzati da Jiří Menzel (23 gennaio, ore 18:30 “Le allodole sul filo”), Jaromíl Jireš (giovedì 24 gennaio, ore 18:30 “Lo scherzo”) e Juraj Herz (mercoledì 30 gennaio, ore 18:30 “Il bruciacadaveri”), della fruttuosa riscrittura cinematografica di tre delle più significative opere letterarie degli anni Sessanta (Hrabal, Kundera e Ladislav Fuks). L’Università degli Studi di Padova ospiterà inoltre il 17 gennaio (alle ore 16:00, Aula C di Palazzo Maldura) un incontro con il fumettista Vittorio Giardino, autore della saga di Jonas Fink, sfortunato personaggio immaginario che ha vissuto sulla sua pelle le dure esperienze degli anni Cinquanta e Sessanta in Cecoslovacchia, e curerà il 29 gennaio (alle ore 18:30, via Beato Pellegrino, 37) la presentazione di un volume di uno dei più celebri scrittori-provocatori cechi, l’autore del Manifesto delle 2000 parole, Ludvik Vaculik, che renderà l’arrivo della primavera una sorta di costante riflessione sulla condizione dell’uomo in una società totalitaria. In occasione della mostra sarà pubblicata una brochure che interpreterà in un contesto più ampio molti degli aspetti accennati nelle varie iniziative che costituiscono il progetto. Il progetto Praga è sola nasce da un’idea di Stefano Baldussi ed è stato realizzato in collaborazione dal Comune di Padova, dal Dipartimento di Studi linguistici e letterari dell’Università di Padova (Alessandro Catalano) e dal Centro ceco di Milano (Simona Calboli), con la collaborazione del Craf di Spilimbergo. Sono tante, oggi, in Italia, le manifestazioni che ricordano il gesto del giovane rivoluzionario. Fra le tante, si ricorda quella della Città di Torino che intitolerà alla memoria del giovane Palach il giardino situato all’angolo delle vie Bellezia e San Domenico alle ore 11, con una cerimonia pubblica. Saranno presenti i consoli onorari della Repubblica Ceca e della Slovacchia, mentre una delegazione della “Fondazione Einaudi” si recherà a Praga nel giorni 18 e 19 gennaio al fine di rendere onore alla figura del martire, attraverso una serie di incontri a tema.

Domenico Romeo