Volo Cancellato? “Orrore! Demoni all’assalto dell’Italia”

Il noto settimanale Famiglia cristiana (sic) ha lanciato l’allarme: un dèmone tenebroso si aggira per le nostre contrade.
Agitando lo striscione con su scritta la sua nota ragione sociale “Più morti di fame ci sono, e mejo stamo noje”, ha lanciato la famosa invettiva esorcista: Vade retro Salvini.
Un noto ricercatore e svelatore di misteri come me, a questo punto, non può non porsi la domanda: di quale dèmone si tratta?
Questo interrogativo non sembri questione di lana caprina (come le zampette di quei pelosi e cornuti esseri infernali), in quanto J. Collin de Plancy, nel suo “Dizionario infernale”, scritto nel 1818, e, pubblicato, dopo varianti aggiuntive, nel 1845, con l’approvazione del Monsignor Arcivescovo di Parigi, ne elenca con nome, aspetto, qualità (si fa per dire), poteri e competenze operative, una quantità impressionante (oltre a streghe, spiriti e mostriciattoli sparsi di vario tipo) nel suo trattatello di oltre 200 pagine.
Insomma è bene sapere con chi abbiamo a che fare in questo grave momento per essere pronti a fronteggiarlo.
Scientificamente sono andato per esclusione. Faccio un solo esempio: non può trattarsi del dèmone Amduscia (vedi sopra identikit del soggetto), sia per la poca somiglianza col Salvini, sia perché questo “Granduca degli inferi”, quando si manifesta, pare si accendano suoni d’invisibili trombe e di orchestra, e quando parla si dice che gli alberi s’inchinino nel sentire la sua voce: scartato.
Come scartati, sempre per precise descrizioni del de Plancy anche altri: Astarotte, Asmodeo, Belfagor, Andras, Belezebuth, ecc.
Sono approdato infine ad un unico soggetto infernale possibile: il “Diavolo barbuto” (pag.47).
Pare, spiega sempre il de Plancy, con inesorabile logica, che questo maligno sia stato così chiamato a causa della barba: e questo coincide perfettamente col Salvini. Non solo, ma sempre, pare, sia in possesso della formula per la “Pietra Filosofale”, notoriamente in grado di trasformare il piombo in oro.
Quest’ultima magica facoltà spiegherebbe la sua ricorrente affermazione di poter tagliare le tasse al 15% pur senza avere lo Stato la necessaria disponibilità di cassa per farlo: provvederebbe lui stesso snocciolando lingotti d’oro come bruscolini.
Con ciò credo di avere risolto il mistero del tipo di dèmone con cui abbiamo a che fare.
Ma il nostro solerte negromante infernale de Plancy (oggi, più correttamente, diremmo neromante), mi suggerisce la possibile esistenza di un’anche più pericolosa invasione demoniaca (quella sopra citata mi sembrerebbe auspicabile: altro che vade retro).
Dunque si tratta della descrizione del più dissoluto diavolo infernale:Belial.
Questo perverso satanasso amante del vizio, avrebbe un’anima ripugnante e vuota, ma un aspetto esteriore seducente.
Pare che i Sodomiti (e forse, mi permetto di aggiungere io, anche una sparuta minoranza di cretini) ne abbiano sempre professato il culto.
Aggiunge anche che il teologo Delanere farebbe derivare il suo nome dalla parola “Ribelle”. Ribelle? Ma è quanto scritto sulla copertina dell’ultimo Espresso: “Ribelliamoci”.
Pare che questo spregevole maligno, a cui il Wierus, nel suo “Inventario della monarchia di Satana” dedica molto spazio ed attenzione, creato subito dopo Lucifero, quando gli si fanno delle ricche offerte, esponga le tesi gradite dall’offerente.
Non solo, ma per propalarle ai creduloni, procurerebbe, ad amici ed abili suoi servitori, onori e favori.
Disporrebbe, questo cornutone del cazzo, di ben 80 legioni di schifosissimi mefistofeli come lui.
Ora, è vero che Salomone riuscì a ficcare lui e le sue legioni in una bottiglia, che poi calò in un pozzo, ma è anche vero che i Babilonesi, credendo che nel buco avesse celato un tesoro, la ruppero nel tentativo d’impossessarsene: liberi tutti!
Suggerirei di organizzare un gigantesco esorcismo per stanare questa masnada di diabolici mascalzoni che, mi sembra, si sono annidati nel sistema.
È facile riconoscerli, anche se le corna e le zampe da caprone sono invisibili: sparano cretinate a mitraglia (spesso in prima pagina).

Maurizio Silenzi Viselli