Lamezia: Rubino, Nicotera e Caruso intervengono su riapertura Microbiologia

Una ricercatrice al lavoro nel laboratorio di Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Emergenze dell'ospedale Luigi Sacco di Milano indicata come struttura di riferimento per il Nord Italia per affrontare l'eventuale emergenza del Coronavirus. Milano 30 Gennaio 2020. ANSA / MATTEO BAZZI

LAMEZIA TERME – “È trascorso un mese da quando prima la Regione e poi il Ministero della Salute hanno dato parere favorevole alla riapertura delle attività della Microbiologia all’interno del laboratorio analisi dell’ospedale Giovanni Paolo II.
Secondo la delibera dell’Azienda Sanitaria n 296 del 26/05/20 la riattivazione era ed è strettamente legata all’emergenza Covid-19 in corso, l’obiettivo indicato era quello di processare i tamponi effettuati nel lametino e non solo.
Tuttavia le attività da svolgere all’interno del laboratorio analisi dell’ospedale non sono ancora iniziate e la ragione risiede nella mancanza di personale; la nuova organizzazione prevedeva infatti l’arrivo a Lamezia di un dirigente biologo e di due tecnici di laboratorio.
In Ospedale è tutto pronto, dai locali già predisposti ai tamponi già acquistati, ma proprio l’assenza di queste figure professionali rende la decisione assunta priva di effetti e operatività concreta. Inutile ribadire che oggi avere il risultato del tampone è elemento propedeutico a qualsiasi intervento e/o attività ambulatoriale da parte degli specialisti, ad oggi solo ad una parte del personale sanitario e amministrativo è stato effettuato il tampone e ai pochi che lo hanno effettuato non è stato dato, dopo diversi giorni, ancora l’esito.
E se consideriamo che attualmente, stando alle informazioni disponibili, ci sono enormi ritardi nell’arrivo dei risultati, addirittura anche 15 giorni per i pazienti che necessitano di interventi chirurgici, ci domandiamo che senso abbia eseguire un tampone se il risultato lo si ha dopo così tanto tempo, durante il quale in teoria ci si può essere infettati.
La richiesta è dunque semplice ed immediata: l’Azienda Sanitaria, nel più breve tempo possibile, dia seguito alle decisioni assunte ed ai pareri ottenuti e garantisca l’attivazione dei servizi di Microbiologia. Per quanto riguarda il personale, nell’attesa del reclutamento di nuove unita, si potrebbe” tamponare” (è il caso di dirlo) con una rotazione del personale presente in tutte le strutture dell’ azienda sanitaria. Bastano due tecnici di laboratorio al giorno, considerata anche l’attività ridotta del periodo, senza compromettere le attività dei teparti.
Sarà possibile così processare i tamponi che tutto il personale DELL’ASP, oltre ai pazienti sospetti ed in attesa di ricovero, deve eseguire per potere riaprire in sicurezza gli ambulatori ed assicurare le prestazioni ormai sospese da troppo tempo. Questa attesa mette davvero alla prova la pazienza di una collettività che deve trovare risposte puntuali al bisogno inalienabile di salute, la cui risposta dipende da quanto di vuole davvero investire in sanità nel nostro territorio. Si dia un segnale della precisa volontà di ridare dignità ad un settore in continua perdita, in cui le regole da rispettare siano quelle della legalità e della efficienza. I soldi spesi in reagenti e tamponi in un periodo di crisi assoluta in tutta l’economia devono tradursi in capacità di affrontare realmente e finalmente questa fase dell’emergenza COVID 19, che continua a vederci tristemente impreparati”.

Consiglieri Comunali Lamezia Terme
Rosy Rubino, Giancarlo Nicotera e Anna Caruso