L’ex primario del Centro trasfusionale regionale Pasquale Puzzonia: «Le norme sono chiare. Basta con gli inutili pennacchi»

Il medico spiega: «Il Centro trasfusionale lametino ha svolto negli ultimi lustri una magnifica attività di raccolta, seconda in Calabria solo a quella di Catanzaro. Questa attività, che ne giustificava l’esistenza, è stata messa in discussione da una norma nazionale ed europea con i criteri della quale l’attività stessa, come quella di tutta la regione, va accentrata a Catanzaro, per la validazione, ed ai tre hub per la scomposizione. Rimane dunque solo l’attività di distribuzione. Invero poco cosa, che ammonta storicamente a meno di 6 assegnazioni al giorno, cioè a circa un’ora di lavoro».
E per le urgenze di sangue? Puzzonia sostiene: «Lamezia distribuisce circa 40 unità alla settimana, le urgenze sono circa il 10-15%, quindi da 4 a 6, facciamo 10. Con questi numeri nessuna ambulanza deve partire da nessuna parte: bastano certamente le unità di “sangue universale” presenti in emoteca, che possono essere sostituite in caso di utilizzazione o quando vicine alla scadenza».
Ancora l’ex primario: «Gianni e Nello (Speranza e Sofi, ndr), la terza città della Calabria ha problemi sanitari più significativi di quello trasfusionale che debbono essere affrontati e risolti, come il rilancio delle attività mediche e chirurgiche specialistiche, il completamento di tutte le funzioni di ospedale spoke, una seria riorganizzazione del territorio, la garanzia di una sicurezza vera per città e comprensorio. Facciamo battaglie vere non difese di inutili pennacchi».