Adescati in stazione, lui ucciso lei stuprata in un vecchio zuccherificio abbandonato

Coppia di vagabondi diretti in Sicilia conoscono una coppia Rumena che li adesca e li violenta uccidendo lui.

Lui 26 anni originario di Noto in provincia di Siracusa ma viveva a Roma senza fissa dimora, lei la compagna colombiana stessa età. Erano diretti in sicilia ma senza biglietto ed erano stati fatti scendere nella Stazione di Lamezia Terme. Era già notte fonda e si recano al vicino bar aperto tutta la notte dove in attesa che faccia giorno e che possano trovare qualche camionista disposto a dargli un passaggio fino alla loro meta, conoscono una coppia di rumeni che tra una birra ed un altra li invitano a trascorrere il resto della notte con loro. A questo punto li portano in un vicino ex zuccherificio dismesso e tra la sporcizia, le bottiglie di birra e pochi stracci, la violentano presumibilmente entrambi. Al suo risveglio la ragazza colombiana si ritrova svestita e corre a chiamare i carabinieri ma solo dopo essere uscita per strada dalla disperazione si accorge di essere completamente nuda e rientra a cercare qualche straccio ed è qui che si accorge di lui accasciato a terra che non si sveglia. E’ morto. Lei ancora più disperata corre nella vicina stazione dei carabinieri dove racconta tutto ai militari che immediatamente accorrono sul luogo rilevando il tragico scenario. Francesco Fabri, questo il suo nome, tossico dipendente non mostrava comunque segni di ago fresco sulla pelle e al momento non si capisce se è stato ucciso o drogato con qualche sostanza chimica, questo sarà chiarito oggi in sede di esame autoptico nel vicino ospedale Giovanni Paolo XXIII di Lamezia Terme. Una vicenda questa che denota un alto indice  di degrado sociale, infatti, è sorto un altro problema, quello di rintracciare la famiglia della vittima che non si trova ne a Noto che a Palermo dove secondo informazioni sommarie si era trasferita.