La replica dei Rom e la decisione dell’Amministrazione Comunale

Gli appartamenti di Via Solferino, che sono stati confiscati alla `ndrangheta, e quindi sono di proprietà del Comune, sono state individuate dall’Amministrazione comunale come abitazioni dove trasferire i rom. Per questo motivo, nelle settimane scorse sono stati effettuati dei lavori di sistemazione a spese del Comune; ma per evitare eventuali disordini e proteste, nessuno ha comunicato né ai vicini, né alle famiglie rom a chi fossero stati destinati gli appartamenti, invece, questo comportamento preventivo ha solo peggiorato le cose. Infatti, ieri mattina è iniziato un sit-in, pacifico, davanti l’ingresso degli appartamenti. I residenti hanno fatto sentire in vari modi, anche attraverso la trasmissione “Te la do io la notizia” di Giovanni De Grazia andata in onda un’ora fa, le loro ragioni. Una delle componenti delle due famiglie a cui sono state destinati gli appartamenti si chiama Ornella, e fa la mediatrice culturale come volontaria nella cooperativa “La Strada” e, giustamente, anche lei vuole essere ascoltata: «Prima ci hanno tolto dal container e ci hanno mandato ai Ginepri, ma arrivati in località Ginepri ci hanno tolto, perchè i residenti non ci volevano. Intanto però il container ce l’hanno distrutto. Per questo siamo dovuti andare a stare in un’altra baracca, sempre al campo di Scordovillo, da mio cugino che ci ha ospitati. Lì abbiamo portato anche i mobili che abbiamo tolto dal nostro container». Lunedì arriva la comunicazione del Comune del trasferimento nei nuovi appartamenti in via delle Vittorie. «Abbiamo caricato tutte le cose indispensabili – continua a spiegare Carmela – e siamo venuti qui dove ci aveva detto il responsabile dei servizi sociali, solo che abbiamo trovato, già alle 8 del mattino, i residenti che non ci vogliono in queste case. Da una parte hanno anche ragione anche perchè il Comune non li aveva avvisati del nostro arrivo. E per questo si sono allarmati. Ora vorrei sapere dove dobbiamo andare, visto che mio cugino si è anche preso i mobili che gli ho lasciato. Ci dovevamo trasferire lunedì ma abbiamo avuto un lutto in famiglia e abbiamo rinviato di un giorno. Non vedevamo l’ora di venire ad abitare in questo appartamento, anche perchè nel campo non si può vivere. Quando dormiamo gli scarafaggi ci entrano nelle orecchie. Per non parlare dei topi che mordono i neonati». Un provvedimento della Procura della Repubblica ha sequestrato tutta l’area di Scordovillo e ha disposto lo sgombero della baraccopoli; ma questa “operazione” diventa sempre più difficile, perchè l’integrazione non è certo facile da realizzare. Il sindaco Gianni Speranza spiega che: «L’Amministrazione comunale continua il percorso avviato per la sistemazione dei cittadini rom del campo di località Scordovillo, l’abbattimento dei container e la loro collocazione in abitazioni della città. Da marzo 2011 sono state 15 le famiglie, per un totale di 80 persone, sgomberate da Scordovillo in seguito all’ordinanza della Procura della Repubblica. Stamattina (ieri ndr) altri due nuclei familiari di etnia rom dovevano essere collocati in locali confiscati alla criminalità organizzata. L’amministrazione comunale, in seguito agli incontri con le famiglie proprietarie degli appartamenti all’interno dello stesso stabile in cui si trovano i beni confiscati, ha deciso di trasferire solo una famiglia e per un tempo limitato. Nelle prossime ore sarà adottato un decreto formale per allocare una sola famiglia e per un tempo limitato; nell’altro spazio verranno allocate attività del Comune».