LAMEZIA TERME – OPERAZIONE “GADGET”: nove persone indagate tra cui 1 persona giuridica e 4 funzionari della Regione Calabria

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Diversi i reati contestati che vanno dalla  frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità materiale commessa dal privato, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, abuso d’ufficio. Secondo quanto emerso gli indagati avrebbero snaturato l’oggetto del progetto che prevedeva l’organizzazione di tutta una serie di iniziative mirate alla formazione in materia di protezione civile.
In particolare, tra le finalità del progetto finanziato dal Por Calabria 2000-2006 finito nel mirino del Nucleo tributario della Guardia di finanza di Vibo Valentia, c’erano l’organizzazione di conferenze in ambito scolastico, la realizzazione di attività formative e informative e la creazione di figure professionali per la gestione dei rischi sismici e idrogeologici, tutte iniziative pochissimo o per nulla realizzate.
Secondo quanto emerso dalle indagini della finanza coordinate dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, l’attività degli imprenditori, più una persona giuridica, che si sono aggiudicati la realizzazione del progetto – si è limitata quasi esclusivamente alla produzione di brochure ed altri semplici gadget, da qui il nome dell’operazione.

Le  indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme, hanno permesso di acquisire elementi di prova tali da indurre il Gip ad emettere il provvedimento ablativo, finalizzato alla confisca ex art. 322 ter c.p.,  per un importo di 720.000,00 euro pro-capite, anche con formula per equivalente, sui beni mobili ed immobili nella disponibilità degli indagati nonchè al sequestro, presso la Regione Calabria, della quota di erogazione pubblica ancora da percepire ammontante a 80.000,00 euro. I finanzieri, nel corso dell’operazione, hanno sequestrato una società nell’intero compendio aziendale e quote di altre 13 società, sette immobili e altrettanti automezzi assieme a disponibilità finanziarie per un totale, ancora parziale, di circa 10 milioni di euro.
L’attività degli imprenditori, più una persona giuridica, che si sono aggiudicati la realizzazione del progetto si è limitata quasi esclusivamente alla produzione di brochure ed altri semplici gadget, da qui il nome dell’operazione.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LETTERA DEL SIG. ANNIBALE NOTARIS «Massima fiducia nella magistratura, ma i fatti sono altri»
Annibale Notaris editore radiotelevisivo è stato oggetto di un provvedimento di sequestro preventivo scaturente dalle indagini effettuate da parte della Guardia di Finanza in ordine all’erogazione di alcuni fondi comunitari relativi ad un progetto di comunicazione della protezione civile.
Si precisa che la società Gruppo ADN Italia che il sig. Notaris rappresenta è risultata legittima aggiudicataria (come capofila di una associazione temporanea d’impresa) di un bando relativo ad alcuni servizi da svolgere per conto della Regione Calabria nell’ambito del progetto su menzionato, ed, in tale veste, ha regolarmente svolto i servizi previsti dal bando, nel rispetto delle norme legislative e contrattuali.
Non si tratta di nessun “progetto fantasma” così come sottolineato da alcuni organi di informazione, ma di servizi compiutamente realizzati direttamente dalla società aggiudicataria ovvero da società terze, che sono state puntualmente retribuite per la collaborazione prestata.
Non c’è stata alcuna azione fraudolenta nè tentativi di incamerare denari non dovuti; evidentemente l’articolato svolgimento di servizi complessi e di qualità ha, probabilmente indotto gli inquirenti a definire la complessa organizzazione societaria del gruppo che fa capo ad Annibale Notaris come una scatola cinese.
In verità, si tratta di una realtà aziendale che rappresenta l’espressione della normale attività di un imprenditore che nel tempo è cresciuto ed ha diversificato le varie attività che nel tempo sono state avviate.
Riguardo i numeri dell’operazione della Guardia di Finanza si fa presente, che il provvedimento di sequestro preventivo adottato dalla Procura della Repubblica di Lamezia Terme ha avuto ad oggetto beni personali ed aziendali di valore notevolmente superiore alle somme contestate.
Manifestando ancora una volta piena fiducia nella magistratura il gruppo ADN Italia si è immediatamente attivato per chiarire la propria posizione e quella del proprio legale rappresentante, tramite i propri legali di fiducia, i quali, nelle prossime ore chiederanno l’immediato dissequestro dei beni colpiti dal citato provvedimento, anche al fine di garantire il lavoro professionale e legale di un imprenditore che tramite le sue aziende ha prodotto e produce economia anche con mezzi di comunicazione gestiti, ponendo Annibale Notaris ai vertici dell’imprenditoria in campo televisivo e radiofonico in Italia, ma soprattutto in Italia garantendo decine di posti di lavoro in tutto il territorio nazionale.