LAMEZIA TERME – Sequestrati beni per 600 mila euro. Nella rete della guardia di finanza sono finiti gli imprenditori lametini Giuseppe Lucia e Carlo Caporale

Il secondo sequestro ha riguardato i beni di Carlo Caporale, rappresentante legale di una società che si occupa di marmi. Secondo gli investigatori nel 2008 il titolare d’azienda ha omesso di versare l’Iva per 110 mila euro circa. Adesso gli hanno sequestrato un’abitazione per equivalente a garanzia dei crediti tributari.
I due responsabili delle violazioni finanziarie sono stati anche destinatari di altrettante informazioni di garanzia, notificate dai finanzieri lametini.
I provvedimenti cautelari reali, spiegano i militari delle Fiamme, sono scaturiti dopo controlli fiscali chiesti dall’Agenzia delle entrate. La Procura lametina ha delegato la guardia di finanza per gli approfondimenti investigativi e l’esecuzione degli accertamenti patrimoniali nei confronti degli imprenditori. Perchè quando non si pagano le tasse lo Stato si rivale sui beni patrimoniali dell’evasore, che però devono essere innanzitutto individuati.
Da qui l’inizio delle indagini del Gruppo lametino della finanza che, fanno sapere dal comando, «rientra in un più ampio disegno strategico-operativo con l’obiettivo non soltanto di scoprire le violazioni fiscali, ma anche in una prospettiva di maggiore concretezza ed effettività dell’azione, ad assicurare il reale recupero di risorse erariali illecitamente sottratte allo Stato».
Nei casi più gravi e con l’indispensabile avallo della magistratura, si ricorre anche all’esecuzione di mirati sequestri penali di beni. Questi sequestri, spiega ancora la Guardia di finanza, «possono essere eseguiti non soltanto sui beni ottenuti mediante le condotte illecite penalmente rilevanti sotto l’aspetto tributario, ma anche, come nei casi dei due imprenditori lametini, nella forma per equivalente, ovvero cautelando beni di cui l’imprenditore abbia comunque la disponibilità, anche di fatto, indipendentemente dall’essere i beni medesimi frutti diretti delle condotte illegali» (Gazzetta del Sud – G.na.)