“Mondo Libero” chiede chiarimenti sul trauma center e Villa Michelino

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Giuseppe Gigliotti dell’associazione Mondo Libero di Lamezia Terme mette sotto la lente di ingrandimento le promesse non mantenute della classe politica locale per verificare «se è capace di fare qualcosa, dopo lo sfascio fin qui prodotto e le bugie maturate. A proposito dove è finita la promessa che tutti i dipendenti della clinica Michelino sarebbero stati assunti? L’unica speranza e possibilità per la sanità lametina è il trauma center, chiediamo a tal proposito se i nostri deputati, senatori, consiglieri regionali, assessori, presidenti del consiglio regionale, riusciranno a spendersi per la città di Lamezia. Aspettiamo». Per Gigliotti «la sanità in Calabria, specchio dell’incapacità della classe politica di risolvere i problemi storici e strutturali, è anche il luogo dove circola un fiume di denaro che anziché costituire la base per procedere speditamente in favore dei più bisognosi e degli ammalati diventa strumento della peggiore clientela. I casi di malasanità in Calabria, Lamezia compresa, non fanno più nemmeno notizia. Essi hanno raggiunto ormai punte drammatiche. Casi che si susseguono con una tale frequenza che, ormai, non assurgono neanche più a notizia da riportare sui mezzi di comunicazione. Finalmente anche qualche parlamentare chiede conto finalmente al Ministro della Salute, della morte di una bambina a Lamezia il 28 febbraio scorso, della vicenda di un feto nato morto a Cosenza il 10 marzo, la morte di parto di due donne, sempre a Cosenza, a giugno, e poi altri casi il 7 settembre a Cosenza ed il 12 settembre a Vibo Valentia dove una donna all’ottavo mese di gravidanza ha perso il figlio. Oltre a tante altre povere vittime assurte a notorietà per incuria e superficialità anche del personale medico. Nel paese è purtroppo acclarata l’esistenza di una forte e radicata disomogeneità territoriale nella prestazione dei servizi, a danno in generale delle regioni del Sud, e della Calabria in particolare. Le insufficienze strutturali e, soprattutto, la carenza di tecnologie avanzate e di divisioni specialistiche di eccellenza alimentano, infatti, in modo costante il fenomeno della migrazione sanitaria verso gli ospedali del Centro-Nord: i cosiddetti viaggi della speranza. Il rischio che si avverte è che – conclude Gigliotti – a fronte di un sistema sanitario al collasso, che avrebbe bisogno di recuperare la fiducia dei cittadini con interventi migliorativi strutturali, organizzativi e una seria politica del personale, prevalgano invece i tagli generalizzati con ricadute ulteriormente negative sulla qualità dei servizi».