Oliverio a Fuscaldo: “Questo è un esempio di come valorizzare i nostri borghi”

CATANZARO – Nell’affollata e suggestiva cornice del borgo marinaro di Fuscaldo marina, il presidente della Regione Mario Oliverio ha dato il via ieri sera, insieme al sindaco della città Gianfranco Ramundo, all’ottava edizione di “Alici in festival, tra cultura, ambiente e tradizione”, la bella ed originale manifestazione nata nel lontano 2011 da un’idea che proprio lo stesso Oliverio, allora presidente della Provincia di Cosenza, suggerì al sindaco Ramundo che rivestiva anche i panni di consigliere provinciale. Nata con lo scopo di valorizzare e rilanciare le alici, simbolo della tradizione marinara fuscaldese ed il settore ittico-gastronomico del tirreno cosentino, la manifestazione è diventata, con il passare degli anni, uno fra i più importanti e attesi appuntamenti dell’estate calabrese. Madrina dell’edizione 2018 l’assessore regionale alla Cultura Maria Francesca Corigliano che, insieme al consigliere regionale Orlandino Greco, al presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, al presidente dell’associazione “Alici in festival” Biagio Siciliani, ai componenti l’Amministrazione comunale fuscaldese e a numerosi sindaci giunti da diversi comuni dell’entroterra e della costa tirrenica cosentina, ha accompagnato il presidente della Regione lungo tutto il percorso di stand gastronomici in cui si snoda la kermesse, una vera e propria passeggiata del gusto che coinvolge ristoratori, imprenditori, associazioni, semplici cittadini, in una partecipazione attiva che vede protagonista e coinvolto l’intero tessuto sociale del centro tirrenico cosentino e che si svolgerà ogni sera fino al 4 agosto prossimo.
“Questa bella iniziativa, che ogni anno attira a Fuscaldo migliaia di persone -ha detto il presidente Oliverio nel suo breve saluto- è l’esempio di quanto sia importante valorizzare il nostro territorio e le nostre tradizioni, facendo esprimere pienamente le nostre identità. Noi abbiamo investito molto in questa direzione destinando 100 milioni di euro per la valorizzazione dei nostri borghi. Questa iniziativa si inserisce molto bene nel nostro progetto. Valorizzare i borghi e le nostre tradizioni, recuperare il nostro patrimonio edilizio, aumentare la qualità dei servizi e dell’accoglienza è fondamentale per accrescere l’attrattività di un territorio”.
“Oggi -ha aggiunto il presidente della Regione- ho partecipato a Roma, insieme a Orlandino Greco, alla conferenza della Svimez che ha anticipato il Rapporto annuale sul Mezzogiorno che sarà poi illustrato, nel suo complesso, nel prossimo mese di novembre. Non vi nascondo che ho provato grande emozione e soddisfazione quando il direttore della Svimez ha detto che la Calabria, nel periodo 2015-2017, è stata la regione che più è cresciuta nel Mezzogiorno d’Italia. Si è invertito un trend che, per un lungo periodo, aveva spinto nella marginalità la nostra regione. Abbiamo risolto i problemi? Tutt’altro! Abbiamo imboccato, però, la strada giusta, rovesciando una situazione che per un lungo periodo di tempo ci aveva visti nell’angolo, ultimi in tutto. Avere appreso da un istituto scientifico autorevole, super partes, alla presenza del Ministro per il Sud, che la Calabria ha invertito la tendenza e che, per la prima volta, non siamo più l’ultima ma la prima regione del Sud, è un fatto che ci inorgoglisce e ci spinge ad andare avanti perché questo percorso possa essere portato fino in fondo e la nostra regione possa definitivamente riscattarsi. E possibile farlo solo a patto che si stabilisca una forte sinergia tra le istituzioni, tra la Regione, i Comuni e le forze sociali, senza che nessuno debba rinunciare al proprio punto di vista ma sapendo che, insieme, bisogna seguire la stessa bussola e remare tutti verso la stessa direzione, mettendo definitivamente da parte le beghe, le invidie, gli individualismi e i personalismi che sono nemici del bene comune e anche del bene e delle aspirazioni dei singoli. Il bene soggettivo dell’imprenditore, del giovane, del professionista, infatti, si realizza soltanto se cresce il contesto in cui anche i singoli soggetti si muovono. Nel deserto è impossibile realizzare qualsiasi tipo di crescita”.
“La strada che abbiamo imboccato, dunque -ha concluso Oliverio- è quella giusta, ma è ancora tutta in salita. Solo se ci sarà una forte energia collettiva, uno sforzo unitario e corale, essa ci porterà a raggiungere altri traguardi importanti e a costruire un futuro positivo per questa nostra terra che, solo Dio sa, quanto ve ne sia bisogno”.