Operazione “Lex Genucia” sono iniziati gli interrogatori

Sono iniziati oggi gli interrogatori di garanzia dal gip per le dieci persone arrestate nell’ambito dell’operazione anti usura “Lex Genucia” condotta dal Nucleo Mobile del Gruppo della Guardi di finanza di Lamezia Terme che ha portato 6 persone in carcere e 4 ai domiciliari. Per alcuni degli arrestati, poichè l’ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata in carcere perchè arrestati in altre precedenti operazioni, l’interrogatorio di garanzia si svolgerà per rogatoria a Catanzaro nei confronti di Vincenzino Lo Scavo, ed a Paola per Adriano Sesto, mentre a Lamezia si terrà l’interrogatorio di garanzia di Francesco Greco, 73 anni. Tutti e tre finiti in carcere insieme a Francesco Pullia, Bruno Gagliardi e Bruno Cimino. Ai domiciliari invece ci sono finiti Teresa Ferrise, Ferdinando Greco, Giuseppe De Fazio e Fabio Zubba. Tutti sono chiamati a difendersi dalle accuse, a vario titolo, di usura aggravata, tentata estorsione ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Un’indagine iniziata nel marzo del 2010 quando un commerciante di auto di Sambiase, A.D. era stato costretto ad abbandonare la famiglia senza dire nulla per paura di ritorsioni dopo essere finito nel tunnel dell’usura. Ma anche altri imprenditori finirono nelle “grinfie” di otto presunti usurai senza però avere il coraggio di denunciare e per questo motivo indagati per favoreggiamento. Solo grazie alle intercettazioni telefoniche e agli accertamenti la Finanza ha scoperto la rete degli usurai. E solo dopo l’esposto della moglie di A.D. il commerciante tornò a Lamezia per raccontare gli episodi, comprese le minacce. In particolare quando Bruno Cimino, dipendente dell’azienda sanitaria, secondo le accuse, non trovando il commerciante vittima dell’usura, si rivolse alla moglie dicendo che se il marito non avesse adempiuto tempestivamente avrebbe dovuto lei stessa vendere tutto quello che aveva altrimenti non sapeva come sarebbe andata a finire, nonchè riferendo in giro che avrebbe incendiato beni nella disponibilità del commerciante d’auto. E quando, sempre secondo le accuse, Adriano Sesto avrebbe minacciato il commerciante facendolo avvicinare da “Maurizio di Ardore”. Che la vittima dell’usura era terrorizzato, lo si evince anche da una sua dichiarazione agli inquirenti: «Ho prima negato di non avere avuto rapporti finanziari con Bruno Gagliardi, in quanto temo per la mia incolumità e per quella della mia famiglia, il timore di cui parlo è dovuto alla fama di cui gode Gagliardi. Mi risulta infatti che lo stesso ha avuto diverse disavventure giudiziarie anche per gravi fatti». E per le ipotesi accusatorie il commerciante sarebbe stato costretto a rivolgersi anche a Giuseppe De Fazio, Teresa Ferrise, Fabio Zubba, Francesco e Ferdinando Greco, non solo per prestiti usurai ma anche per pagare i foglietti degli assegni, dalle 300 alle 500 euro. Emblematica, inoltre, un’intercettazione telefonica in cui Pullia parla con un altro imprenditore per riavere i soldi: «Mi devi dare due o tre giorni di tempo quando mi arriva la pensione». E la risposta: «Va bene.. tu sei un grande cretino, un grande sfreggiatore, un grande falso».