OPERAZIONE REMAKE: Estorsione ai danni della Edil Chirico. chiesta la condanna dei quattro imputati

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L’avvocato Bonaddio ha anche evidenziato perché il reato contestato a Gualtieri sia inconsistente dei requisiti prescritti dalla norma incriminatrice penale. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Lucio Canzoniere e Gianluca Careri (che difendono Giovanni Torcasio), Maria Bonaddio e Michele Germinara (che assistono Nicola Gualtieri), Gianluca Careri e Michele Cerminara (che difendono Domenico Torcasio). Antonio Larussa e Lucio Canzoniere (difensori di Davide Saladino) e Francesco Gambardella (Pasquale Torcasio). Dalla Dda di Catanzaro sono considerati vicini alla cosca “Cerra, Torcasio, Gualtieri” e ritenuti responsabili, con comportamenti diversi, di estorsione a carico di due distinti imprenditori, la Edil Chirico dei fratelli Chirico che, secondo quanto hanno riferito gli investigatori «avrebbe subito da anni le intimidazioni e le estorsioni del clan per un valore complessivo di 100.000 euro».
Negli anni l’azienda ha subito vari atti intimidatori, dai proiettili lasciati all’ingresso all’incendio di una abitazione di famiglia. L’altra azienda vittima delle estorsioni è un’attività commerciale specializzata nella vendita di legname a cui sarebbero stati sottratti tre quintali di legna. Mentre in un’altra occasione, invece Domenico Torcasio, aveva preteso 500 euro e una fornitura di gasolio, richiesta non accetta dalla vittima che ha deciso di d’enunciare tutto ai carabinieri. Nel fermo di indiziato di delitto i magistrati della Dda di Catanzaro descrivono per quanto riguarda le estorsioni ai danni della “Edilizia fratelli Chirico” e della “EdilChirico”, come i due Torcasio e Gualtieri si comportavano nel chiedere il materiali edile. Domenico Torcasio, scrivono i sostituti, «prelevava direttamente o per interposta persona, anche per conto del fratello Pasquale, plurime forniture di materiale edile, tra le quali certamente quelle abusivamente prelevate, anche per la costruzione della propria abitazione, da epoca anteriore e prossima al mese di agosto 2006 sino al marzo 2007, pari ad un importo totale di 21.600 euro di cui 6.500 dati in acconto, con saldo mai avvenuto».
Giovanni Torcasio «prelevava abusivamente, direttamente o per interposta persona, forniture di materiali edili sicuramente negli anni compresi tra il 2000 e il 2010, tra le quali anche quelle prelevate per conto di Pasquale Torcasio classe 1969, pretendendo, in quest’ultimo caso, che le forniture fossero materialmente consegnate presso l’abitazione in costruzione di Pasquale Torcasio ubicata in contrada Capizzaglie».
Anche Nicola Gualtieri «prelevava abusivamente, sicuramente negli anni compresi tra il 2001 e il 2007 direttamente o per interposta a persona, plurime forniture di materiale edile per conto di Pasquale Torcasio classe 1969, finalizzate alla costruzione dell’abitazione del Torcasio». Attività estorsiva che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata avviata 10 anni fa e che si è protratta fino al 2012, quando i titolari della ditta stanchi di essere vessati hanno trovato la forza e il coraggio di reagire consentendo ai magistrati della Dda attraverso l’attività investigativa dei carabinieri di porre, come ha spiegato iitcapo della Dda, «la massima attenzione sul territorio di Lamezia, creando quelle necessarie condizioni clic hanno spinto alcuni imprenditori a resistere alle intimidazioni ed alle estorsioni e che hanno decisi ) di opporre resistenza contro la criminalità organizzata».
I due Torcasio e Gualtieri si presentavano come esponenti della cosca “Torcasio – Gualtieri” e si facevano consegnare del materiale edile per la costruzione o ristrutturazione di immobili senza corrispondere il relativo corrispettivo, ma versando una minima percentuale a titolo di acconto, senza procedere al saldo del debito totale accumulato, avvalendosi dell’intimidazione nei confronti della vittima. (Gazzetta del Sud – g.na.)