Papa Benedetto XVI conquistato dai giovani

Dal calore della gente alle note del coro. La Calabria ha toccato il cuore del Pontefice. Il vescovo di Lamezia racconta le impressioni confidate da Benedetto XVI.

Sono stati i giovani a riempire gli occhi e il cuore del Papa nella sua giornata calabrese. Benedetto XVI lo ha raccontato al vescovo di Lamezia Terme, Luigi Cantafora, che domenica lo ha accompagnato nella papamobile e in tutte le fasi della visita pastorale alla diocesi, fino al decollo dell’elicottero per Serra San Bruno. Di Lamezia Terme, di Serra San Bruno e della gente di Calabria al Papa è rimasto un ricordo indelebile. Il vescovo Luigi Cantafora ne è certo: “Me lo ha confidato lui prima di partire. Io gli ho espresso la gioia che ha regalato alla diocesi di Lamezia con la sua visita e mi ha risposto che anche lui era contento di essere stato tra noi. Il Papa ha sottolineato che era stata una sua volontà precisa visitare la diocesi di Lamezia Terme. Era raggiante. Lo ha colpito il numero di giovani presenti e l’entusiasmo con il quale sono arrivati nella spianata da tutta la Calabria per incontrara il Papa. Ha apprezzato il raccoglimento e la compostezza dei fedeli durante la Messa. E poi, mentre pranzavamo in episcopio, mi ha detto pure di avere notato che il coro ha cantato benissimo”.

A guidare la schola cantorum lametina intitolata proprio a Benedetto XVI c’era domenica monsignor Marco Frisina, direttore del coro di Roma e compositore di musical di successo. Così come a curare la regia delle fasi liturgiche c’era il maestro delle cerimonie pontifice monsignor Guido Marini. Ma il Papa, appena rientrato in sacrestia, si è complimentato anche con don Aldo Figlizzi, che ha curato l’organizzazione della cerimonia per conto della curia lametina.

Ma l’eredità del Pontefice è costituita soprattuto dai discorsi rivolti alla gente. “Quello di domenica è stato un momento cruciale, stupendo per il popolo lametino ma anche per i fedeli della Calabria intera, continua mons. Cantafora. Il papa ha parlato a tutti, con un discorso denso di speranza che può essere lievito non solo per la vita spirituale ma anche per quella politica e sociale della nostra terra. Sentirci dire che siamo una regione ricca di risorse intellettuali e di fede, ricevere l’incoraggiamento del Papa e sentirci raccomandare di non cedere alla rassegnazione non può lasciare indifferente la nostra gente”.