Usura e tentata estorsione a Catanzaro

Indagine della Squadra Mobile. Vittima un commerciante di Catanzaro. Arrestate due persone del Vibonese e una residente a Crotone.

Tassi d’interesse variabili: dal 120 al 180% annui. Quindi usurari. E a questo “diktat” avrebbe dovuto sottostare un imprenditore di Catanzaro, un procacciatori d’affari per l’esattezza, il quale avendo perso il lavoro presso la società per la quale prestava servizio, si era ritrovato in gravi difficoltà. E, pertanto, si era rivolto a tre persone che sono state arrestate ieri mattina dalla Squadra Mobile di Catanzaro con l’accusa, a vario titolo, di tentata estorsione e usura. Destinatari dell’ordinanza a firma del gip Livio Sabatini, due vibonesi e un crotonese: Rocco Chiarello, 51 anni di San Costantino Calabro, Paolo Potenzoni, 31 anni di Drapia e Silvio Scalzi, 38 anni di Crotone. Gli uomini guidati dal dott. Rodolfo Ruperti hanno ricostruito tutte le fasi dell’indagine avviata nel febbraio 2008 a seguito della denuncia della vittima giungendo ad individuare nei tre indagati i presunti responsabili delle vessazioni all’imprenditore. Nello specifico Potenzoni e Chiariello, il primo quale erogatore del prestito a tasso usurario e il secondo quale intermediario con il debitore, nel 2007/2008 a fronte di un prestito dato al procacciatore d’affari di 10.000 euro si facevano consegnare la somma di 1500 euro mensili con un interesse pari al 180% annuo che percepivano per circa otto mesi. Successivamente dopo un altro prestito di 20.000, composto in parte dalla quota precedente, sarebbero fatto dare altri 2.000 a titolo di interessi per un tasso del 120%. In piu, ai due è contestato anche il reato di tentata estorsione, aggravata dalle modalità mafiose, in quanto avrebbero minacciato la vittima e la moglie dicendo loro che li avrebbero rintracciati ovunque si trovassero se non avessero restituito il denaro. Per quanto concerne Scalzi l’accusa contesta che, a fronte di un prestito, nel 1999, di due milioni di lire, avrebbe ricevuto a titolo di interesse la somma di 200.000 lire ad un tasso del 120%. E tutto questo compreso nell’arco temporale di 8 anni. In più, ne12000 a fronte eli un secondo prestito di 5 milioni avrebbe ottenuto 700.000 lire mensili ad un tasso del 168%, fino al 2006/2007. Ci fu anche un terzo prestito consistito in una somma di 5.500 euro al quale la vittima aveva dovuto corrispondere 800 euro per un tasso d’interesse pari al 174%.