FISCO, CONTRIBUENTI.IT: crescono solo le imprese “straniere” + 17,4%

contribuenti.it

ROMA – Un fenomeno molto allarmante si sta registrando in Italia. Crescono a dismisura le società di capitali aventi come soci o amministratori “cittadini stranieri”, in gergo “teste di legno”, costituite esclusivamente per evadere il fisco ed i contributi previdenziali.
L’indagine condotta del Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella Di Benedetto” di KRLS Network of Business Ethics elaborata per conto di “Contribuenti.it – Associazione Contribuenti Italiani, ha rilevato che nel periodo luglio 2013 – luglio 2014, il 63,4% delle imprese che formalmente hanno chiuso i battenti, hanno riaperto l’attività con “cittadini stranieri”.
Nel periodo oggetto di osservazione, le newco “straniere” costituite sotto forma di srl e spa, società di capitale aventi nella compagine “teste di legno” senza alcun reddito ne’ competenze, sono cresciute di 8.230 unità, pari al 174,4%, mentre le imprese italiane che hanno chiuso i battenti sono state circa 8.330.
Il fenomeno coinvolge soprattutto extracomunitari, ed in quota minore i giovani comunitari provenienti dai paesi dell’est, per di più donne o che non trovano sbocco nel mondo del lavoro e che, ignari delle conseguenze, accettano di diventare soci e amministratori di facciata di gente senza scrupoli che cercano di ripulirsi da fallimenti, reati economici o più semplicemente per continuare a evadere il fisco.
Dall’indagine di Contribuenti.it è emerso che il fenomeno si concentra per lo più nel settore del commercio (34,6%), cui fa seguito quello delle costruzioni (26,3%) e quello dei servizi (20,7%), mentre territorialmente è la Lombardia la regione che presenta il maggior numero di aziende condotte da stranieri (15,6% del totale), seguita dal Veneto (14,7%), dal Lazio (12,3%), dalla Toscana (11,8%) e dalla Campania (10,3%).
«Di fronte a un fenomeno così evidente – afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani – chiediamo che, all’atto dell’apertura della partita iva, l’Agenzia delle Entrate effettui immediatamente i dovuti controlli vietando a chi non ha competenze di svolgere attività economiche».