Frattini: “Avvieremi un piano di ridimenzionamento delle truppe impegnate nei teatri di crisi”. Ban Ki Moon: “L’Italia non lasci il Libano”.

Roma – ”Vi e’ un piano di riduzione del numero dei militari italiani impegnati nei teatri di crisi’, ma non si tratta di una decisione unilaterale bensì concordata con gli altri Paesi alleati, è una questione di serietà”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco .

“Qualsiasi riduzione delle truppe avverrà in modo graduale e concordato con l’Onu – ha proseguito -. Questa non è la missione dell’, ma la missione delle Nazioni Unite”.

”Non crediamo – ha poi concluso tornando sulla questione libica – che si possa parlare di aumento delle presenze nè di nuovi sforzi. Non vi saranno truppe di terra impegnate in e nemmeno nelle altre zone di crisi del Mediterraneo e del Medio Oriente non è previsto un aumento dei militari”.

Non si fa attendere l’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite , il quale, in riferimento alle parole del ministro degli Esteri Franco Frattini, ha dichiarato: “Spero che nonostante la tragedia dell’ attentato contro il convoglio italiano dell’ Unifil, l’Italia manterrà il livello attuale del contingente in . L’Italia è un Paese che ama la pace e che condivide pienamente gli obiettivi delle Nazioni. Ne parlerò con il presidente del Consiglio Silvio ”.

“Ho condannato – ha proseguito – con forza l’attentato ancora più deplorevole perché avvenuto nella giornata mondiale del peacekeeping, e ho offerto le mie condoglianze al governo italiano. L’Italia è uno dei partner più forti dell’Onu – ha concluso Ban -, è il sesto contribuente in termini di soldati, e in Libano ne ha circa 2 mila”.