Riprende il consiglio comunale sul bilancio di previsione 2013

L’invito a dimettersi, ovviamente, é esteso anche alla maggioranza, in particolare a quei consiglieri che hanno dichiarato che bisogna approvare il bilancio e poi si può sciogliere il consiglio, per il bene della città. La proposta di sospensione viene accolta. Al termine della sosta si verificherà se c’è il numero di 16 consiglieri pronti a dimettersi per garantire comunque un bilancio alla città, ma nello stesso tempo far decadere la giunta in carica. Durante la sospensione filtra nervosismo su questa decisione. Dopo quasi un’ora e mezza di sospensione si torna in aula: secondo indiscrezioni i consiglieri disponibili alle dimissioni sarebbero 15, quindi non sufficienti a causa la caduta della giunta. Come previsto, non ci sono i 16 consiglieri pronti a dimettersi subito dopo l’approvazione del bilancio. Spinelli, mancandone uno, rinnova l’invito ai consiglieri di maggioranza. Grandinetti spiega il perché ieri sera ha votato a favore dell’aggiornamento ad oggi del consiglio comunale: trovare una soluzione che scongiuri il dissesto, ma che determini comunque la fine della giunta Speranza. Va’ precisato che al momento i consiglieri che voteranno contro il bilancio é 16. Qualora fosse confermato, il bilancio non passerebbe e cadrebbe lo stesso la giunta. Grandinetti spiega:”per quale motivo dovevamo dare modo al sindaco e alla sinistra di dire in campagna elettorale che il dissesto é stato motivato dalla mancata approvazione del bilancio? L’obiettivo di oggi é stato quello di far firmare a 16 consiglieri le dimissioni, lasciando al sindaco la possibilità di approvarsi il bilancio, lasciando a lui ogni responsabilità. Magari anche sperando che questa operazione evitasse il dissesto. Questa mattina abbiamo rinviato la discussione sul Psc per non lasciare intendene che ci fosse un qualche baratto in gioco. Stasera abbiamo solo 15 firme.” Chirillo ammette la bontà dell’idea portata avanti da Grandinetti e Spinelli. Tuttavia ribadisce come la colpa della situazione totalmente ascrivibile al governo cittadino:”Rimane un solo dato certo: questa sera termina l’esperienza amministrativa della giunta Speranza”. Chirumbolo di Forza Italia spiega che la firma delle dimissioni fosse necessaria per provare a scongiurare il rischio del dissesto. E chiede alla maggioranza di aggiungere la firma che manca. Mazzei, uno dei due che non ha firmato le dimissioni, sostiene che la città non può essere salvata. Anche Mazzei ribadisce che la responsabilità di tutto é ascrivibile unicamente alla mala gestio del centro sinistra. “Il motivo per cui non firmo le dimissioni per permettere poi l’approvazione del bilancio é che io non voglio che questo bilancio così gravoso pesi sulle spalle dei cittadini.” Cristiano, il secondo consigliere di opposizione a non aver firmato le dimissioni, spiega che il bilancio non é comunque da approvare perché troppo gravoso. Sia Mazzei che Cristiano, tuttavia, si dimostrano disponibili ad essere il 16mo a firmare, ma solo dopo aver visto le altre 15 firme. Spinelli spiega come non sia necessaria la sedicesima firma, perché é stata la maggioranza stessa a non voler garantire le dimissioni del sindaco, facendo mancare anche loro la sedicesima firma. Petrolio afferma che nel bilancio sono contenuti tutti gli elementi utili per evitare commissariamento e dissesto. Crapis si dice disposto a firmare le dimissioni, se può servire a far approvare il bilancio. Aiello rimarca gli errori di Speranza, a cui darebbe il foglio di via dalla città. Speranza sembra già tornato al ruolo di professore di filosofia, citando Hobbes. Ammette che la sua maggioranza ormai é frantumata. Invita tutti i consiglieri a dimettersi, purché si possa approvare il bilancio. Viene indetta una conferenza dei capi gruppo per discutere la proposta del sindaco di dimissioni in massa. La proposta non si é potuta discutere per la mancata adesione di tutti i capi gruppo. A questo punto Muraca, presidente del consiglio, mette a disposizione la sua forma come sedicesimo consigliere. Ricomincia il giro per verificare se ci sono ancora i quindici consiglieri. I quindici non ci sono più, quindi si passa a votare i punti del bilancio. Il sindaco, dopo la votazione contraria al secondo punto all’ordine del giorno, decide di ritirare il bilancio.