Salvatore Rettura Confcommercio Lamezia: «Disappunto e amarezza per la gestione economica e organizzativa degli eventi natalizi in città. A percepire i fondi sempre le stesse associazioni»

salvatore_rettura_confcommercio_400

La soluzione sarebbe stata chiedere ai commercianti le somme necessarie, compromettendo ulteriormente la loro posizione, considerando il momento di crisi che stanno vivendo. Da qui il disappunto del presidente Rettura che, nonostante gli sforzi, rimane, insieme ai commercianti, a combattere solo contro i mulini a vento.
A fronte dell’impegno economico di 41 mila euro previsto dall’Amministrazione per gli eventi in programma, noi avremmo potuto investire le risorse in maniera differente e molto più propositiva e innovativa“. “Bisogna spiegare, inoltre – aggiunge Rettura – come sia possibile che, a percepire i fondi per queste iniziative e a vincere i bandi indetti dall’Amministrazione, siano sempre le stesse associazioni come il Teatro P o Ama Calabria”. “Iniziative che – prosegue il presidente – se non adeguatamente pubblicizzate non riusciranno nell’intento della Confcommercio che, con il suo programma di eventi, si era prefissa l’obiettivo di far convergere anche gli abitanti dei comuni limitrofi a Lamezia”. “Unica nota positiva è quella di aver chiamato Radio Studio 54 per il concerto di fine anno, anche se 21mila euro ci sembra un costo esagerato”.
“C’è da precisare tra l’altro che – aggiunge – durante i vari incontri tra rappresentanti delle istituzioni e dei commercianti e, in particolare, in occasione di quello in ottobre con il presidente del Consiglio comunale Grandinetti, la Confcommercio aveva chiesto la potatura degli alberi nelle vie dello shopping cittadino che, dopo due mesi, non è ancora stata effettuata”. “Per questo motivo – continua – non è stato possibile installare sugli alberi le luminarie acquistate dai commercianti lo scorso anno, vanificando tutti i loro sforzi”.
“È inspiegabile
– prosegue il presidente della Confcommercio – come ogni anno si continui a sbagliare, non investendo come si dovrebbe. Attendiamo con ansia e speriamo che gli eventi organizzati portino quell’affluenza di gente che servirebbe al commercio e non solo. Parte dei soldi investiti avrebbero potuto essere impiegati diversamente. È vero – specifica Rettura – che non tutto gira intorno ai commercianti ma è pur vero che più si svuota la città, più i negozi chiuderanno”.
“Nonostante lo sconforto, ai commercianti
– conclude Rettura – non rimane che continuare autonomamente il percorso intrapreso, sperando che in futuro ci sia maggiore attenzione e soprattutto collaborazione tra enti e associazioni di categoria”.