Scadono i contratti degli infermieri Panedigrano: dirottamento in atto

Lo stesso sindacato ha sottolineato che gli infermieri da riconfermare operano in settori molto delicati come il pronto soccorso e la terapia intensiva neonatale, ma anche in tanti altri importanti reparti come chirurgia, psichiatria, ortopedia, medicina, pediatria, ostetricia, dove suppliscono anche all’assoluta mancanza di personale di supporto, cioè agli ex ausiliari.

«Il nostro comitato», dichiara Panedigrano, «non può far altro che sostenere con vigore la denuncia e le sacrosante richieste di Nursing Up, che conta il maggior numero di iscritti nel pronto soccorso e nel servizio 118 che sono chiamati a gestire le emergenze. Stigmatizziamo ancora una volta il completo disinteresse delle forze politiche lametine per lo smantellamento progressivo e sistematico del nostro ospedale. Mentre in altre zone della nostra regione (Catanzaro, Vibo Valentia, Rogliano e Acri) i rappresentanti politici locali, indipendentemente dal colore politico, stanno conducendo vere e proprie battaglie per salvaguardare le strutture del proprio territorio (a Rogliano addirittura hanno ottenuto la riapertura dell’ospedale che era stato chiuso, e con un aumento dei posti letto), a Lamezia non si muove una foglia, non si fa sentire nessun politico, nessun sindacato».

Ancora il portavoce: «Si sta ripetendo quanto avvenuto nel recente passato con l’abolizione dell’Asl lametina accorpata a quella catanzarese nel 2007; poi si sentiranno giustificazioni e ragionamenti socio-politici, ma i cittadini non sanno cosa farsene delle eventuali giustificazioni dopo che i buoi sono scappati dalla stalla».
Per Nicolino Panedigrano «purtroppo si sta rivelando sempre più dannoso per i pazienti ed (i residui) operatori sanitari di tutto il comprensorio lametino il cosiddetto piano di rientro, basato soltanto su criteri ragionieristici, completamente sganciato da qualsiasi riferimento di tipo qualitativo e sociale, soprattutto per la salvaguardia delle emergenze e delle urgenze».

Secondo il comitato “Salviamo la sanità del Lametino”, in sostanza, la Regione e la dirigenza sanitaria in particolare starebbe perseguendo un disegno avviato da un paio d’anni: dirottare gli ammalati della città e dell’intero comprensorio verso il polo sanitario di Catanzaro che vanta due ospedali come il Pugliese-Ciaccio e il Policlinico universitario di Germaneto. Indebolendo le prestazioni al “Giovanni Paolo II” – e riducendo reparti e posti letto, sempre secondo il comitato, diventerà inevitabile questa ulteriore migrazione sanitaria verso il capoluogo che è – certamente meglio attrezzato. Ma i problemi non mancano – neanche là visto che è in atto una battaglia a colpi di prestazioni (ma anche di altro) tra i – due nosocomi catanzaresi. (gazzetta del sud)