Tonino Leone: Mentre la Calabria affonda prevalgono i vecchi riti della Politica

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Gli slogan, le passerelle a buon mercato, gli ammiccamenti e le movimentazioni delle lobby ormai entrate prepotentemente in campo, non sono certo gli elementi positivi né per innovare né per cambiare mentre prevalgono gli elementi di crisi che si abbattono sui territori.
Vengono messi in discussione i diritti fondamentali per tenere insieme la vita democratica della regione: il diritto allo studio viene negato indebolendo la base culturale e democratica dell’assetto sociale regionale. E’ evidente che siamo difronte all’ennesima provocazione che non può essere accettata dai cittadini e pertanto va respinto al mittente tutto ciò sulla base della circolare inviata dal Comune alle Direzioni Didattiche a firma del Dirigente responsabile del Settore Scolastico dott.ssa Bambara, risulterebbe poi veramente strano che si invii una disposizione così impegnativa senza che l’organo politico ne sia a conoscenza tuttavia, se lunedì tale direttiva verrà revocata e quindi sarà ripristinata la gratuità dei libri di testo alla fascia scolastica delle scuole elementari se ne prenderà atto e, restando comunque aperto lo stato di confusione esistente all’interno del Comune tra le diverse competenze.
Sulle emergenze ambientali si scrivono fiumi di inchiostro e si esprimono parole in libertà, le responsabilità non c’è dubbio che sono incrociate e riguardano gli enti territoriali e la Regione ognuno per la propria competenza. Il balletto dello scarica barile è un esercizio che non produce risultati semmai determina confusione ed il perpetuarsi di situazioni tanto ripetitive quanto annose. Le emergenze ambientali: quella depurativa e quella del ciclo dei rifiuti hanno un effetto devastante sull’immagine dei territori, bloccano qualsiasi tentativo di sviluppo, concorrono negativamente ad aggravare il quadro occupazionale che è già di per sé drammatico. Questa stagione turistica è da archiviare essendosi ridotta ormai a 15 giorni con un calo di presenze che in alcuni casi supera il 40-50%, non c’è dubbio che in queste condizioni a Settembre molte strutture entreranno in crisi con la logica conseguenza di licenziamenti e di aumento della disoccupazione.
In particolare, per quanto riguarda la città di Lamezia, in otto anni di amministrazione non è stata operata alcuna scelta sulla vocazione turistica della città e non si è tenuto presente che sul territorio insistono le infrastrutture regionali: viarie e ferroviarie accanto alla struttura internazionale aeroportuale che, di per sé, dovrebbe costituire il volano dello sviluppo turistico della città. Le potenzialità esistono sul territorio lametino ma non vengono utilizzate! Si da campo libero ad altre realtà territoriali di scorazzare sul nostro territorio, depredarlo assumendo atteggiamenti di disinvolta non curanza che francamente sono inspiegabili. Il comune di Lamezia non svolge il ruolo politico che gli è proprio quello cioè di “città capo-bacino” dei comuni del territorio ma si è chiusa in uno splendido isolamento che naturalmente la fanno soffrire di miopia e strabismo politico. Il problema non è di difendere l’impianto di depurazione consortile ma di avere dei rapporti di collaborazione positiva con i comuni dell’entroterra a cui non può essere consentito di scaricare i liquami nel Golfo di Sant’Eufemia; cosi come non è possibile tollerare che canali di scolo,non adeguatamente controllati, riversano acque putride nel mare questo per citare solo alcuni esempi ma l’elenco è lungo e mette sotto accusa la responsabilità politica dell’amministrazione comunale unitamente a quella della Regione.
Pretendere l’efficienza dell’impianto di depurazione è un diritto sacro santo ma rischia di diventare una pretesa allorquando Multiservizi e Amministrazione Comunale di Lamezia Terme accumulano un debito di oltre 2milioni di euro nei riguardi della società consortile che se unita alla morosità degli altri comuni diventa una cifra significativa non facilmente sopportabile dall’impresa. Da questo punto di vista è perfettamente giustificata la richiesta fatta dalla DECA alla Regione Calabria del commissariamento dei bilanci dei comuni morosi per ottenere il pagamento dei crediti. Lo sviluppo di un territorio passa attraverso l’adozione degli strumenti di pianificazione territoriale PSC e Piano Spiaggia. Il Sindaco dovrà pur rendere conto alla città delle somme dovute all’architetto Crocioni,redattore del piano che dopo averlo propagandato in tutte le “latitudini” della città per oltre sette anni,ancora non si pone la parola fine così come per “il piano spiaggia” approvato nella Conferenza dei Servizi e più volte il comune di Lamezia Terme non è stato fino ad ora in condizione di definirlo dando corso alle prescrizioni poste da più parti nella riunione delle istituzioni abilitate. Ne viene fuori un quadro di inefficienza e di mancanza di visione organica dello sviluppo della città. Ciò che è mancato è un impostazione progettuale che faccia recuperare identità e centralità alla città di Lamezia nell’ambito del territorio e della Regione. Si è preferito galleggiare vivendo alla giornata accontentandosi di ciò che passava il convento dal sistema consociativo non accorgendosi che la città non solo, perdeva ruolo e prestigio, ma anche le strutture esistenti che avevano dato lustro e prestigio in altre fasi politiche. Gli enti locali non si governano proficuamente ricorrendo a “maggioranze raccattate” ma se si segue un percorso di coerenza sintonizzandosi comunque e sempre al cuore pulsante della città.