Volo Cancellato? “Velocità: alla ricerca del tempo perduto”

Riparto ancora da Marinetti, dal Futurismo e da un suo fondamentale concetto, che esaltava, anticipando i tempi attuali, la velocità.
Einstein, dal canto suo, avvertiva che nel calcolarla occorre tenere presente la sua relatività rispetto al punto di riferimento con cui la misuriamo.
Non solo, ma prevedeva, profeticamente, che superata la velocità della luce si tornerebbe indietro nel tempo: è quello che, anche se metaforicamente, sta avvenendo.
“Alla ricerca del tempo perduto” scriveva Marcel Proust. Le macchine corrono veloci, e noi, al loro interno, siamo tornati indietro, ad essere menti dell’età della pietra, perché il tempo che crediamo di aver guadagnato con la velocità, l’abbiamo perduto nel nostro pensiero.
L’analfabetismo funzionale dilaga, nessuno scrive più, se non brevi frasi primordiali. Il dialogo è scomparso.
Il viaggio è l’attimo che intercorre tra un punto di partenza e di arrivo, come avviene con il telecomando tra un canale e l’altro; ed in esso le montagne, i fiumi o gli oceani sono intralci da superare sforacchiandoli o sorvolandoli senza degnarli di uno sguardo: dobbiamo arrivare, in un nulla di tempo, da un niente ad un altro.
La macchina corre veloce, ma noi, se ci riferiamo a noi stessi, stiamo fermi, immobili e soli, maledettamente e miserabilmente soli.
Siamo impacciati da un corpo arcaico. Invece di dieci dita ce ne basterebbero due, uno per premere i bottoni e l’altro per grattarci la zucca, o telefonare ad un altro dito sperso chi sa dove e perché.
E le parole che sentiamo? “Sassi, che il mare ha consumato, sono le tue parole…Ogni parola che ci diciamo è stata detta mille volte…”, canta Gino Paoli; e quelle che ascoltiamo, sono sempre di meno, e sempre le stesse, sempre noiosamente identicamente espresse, con fare da filosofi, dagli stessi noti ignoranti della solita compagnia di giro. E dal nostro vicino nemmeno più buongiorno e buonasera.
Non solo, ma dobbiamo sorbirci le 7 madamin torinesi che si presentano in formazione a La7, per esporci il loro manifesto in 7 punti, con il quale ci spiegano, bontà loro, quanto sia buono e giusto violentare le Alpi e la Val di Susa, a suon di mijardi, pur di risparmiare una mezz’oretta per andare da Torino a Lione.
Gli alchimisti medievali cercavano, nei loro fumosi laboratori pieni di alambicchi, di trasformare la materia, e di trarre dal piombo l’oro. Noi siamo riusciti a trasformare l’oro in piombo.
Correte, correte, io, fermo, mi allontano velocemente da voi (relatività), e resto solo anch’io, ma con il mio ricco, e non perduto, tempo passato, grazie al cielo.

Maurizio Silenzi Viselli