Settembre 30, 2022

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L’Italia tiene uno storico referendum su cinque norme giuridiche

ROMA, 12 giu. (Prinsa Latina) Si aprono oggi in Italia le urne per un referendum considerato storico vista l’importanza delle cinque norme giuridiche che gli elettori devono adottare in questo Paese.

In un giorno in cui si terranno le elezioni amministrative anche in 980 comuni, gli italiani decideranno la loro posizione sulla legge interdittiva per la condanna di legislatori, rappresentanti di governo, consiglieri regionali, sindaci e funzionari locali.

Viene messa ai voti anche una norma sulla custodia cautelare che suggerisce di limitarla, a causa del rischio di recidiva, ai soli reati più gravi.

Il terzo regolamento fa riferimento alla separazione delle funzioni dei giudici e alla completa eliminazione della possibilità del loro passaggio, nel corso della loro carriera, dalla funzione di accusa a quella di giudice e viceversa.

Deve anche decidere i voti degli avvocati nei consigli giudiziari per valutare i giudici.

Infine, nel referendum che si terrà in tutto il Paese tra le 07:00 e le 23:00 locali, si sta valutando la riforma del Consiglio supremo della magistratura.

Partiti di destra come Liga Norte e Forza Italia sostengono l’approvazione delle cinque petizioni, posizione condivisa dalle organizzazioni politiche centrali Azione e Italia Viva, mentre il Pd ha consentito ai suoi iscritti di esercitare il voto liberamente.

Da parte sua, il Movimento Cinque Stelle ha respinto le cinque iniziative, mentre i fratelli di estrema destra italiani sostengono solo alcune domande, secondo le fonti.

Gli osservatori politici ritengono che sarà difficile raggiungere il quorum necessario per la validità del referendum, che richiede la partecipazione di oltre il 50 per cento dei 52 milioni di persone che hanno diritto di voto in questo Paese.

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Matteo Salvini, ex ministro dell’Interno e leader della Lega Nord di destra, ha criticato quello che vedeva come un “clima di censura”, sostenendo che la campagna di richiamo degli elettori è stata limitata dal governo a scoraggiare il voto.

Dal canto suo, l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, attuale leader del partito Italia Viva, ha recentemente osservato che è improbabile un’alta affluenza alle urne perché “le argomentazioni che potrebbero spingere le persone a votare sono fuori dal campo”.

Renzi ha sottolineato il fatto che questioni importanti come il diritto all’eutanasia o la legalizzazione dell’uso di cannabis non sono state incluse nelle domande che sarebbero state poste agli elettori.