Maggio 20, 2024

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Giuseppe Garibaldi, l’eroe che unì l’Italia

Giuseppe Garibaldi, l’eroe che unì l’Italia

Lui 2 giugno 1882 muore Giuseppe GaribaldiIl politico nazionalista italiano – leader delle “camicie rosse” – svolse un ruolo decisivo nell’unificazione del suo paese, insieme al re Vittorio Emanuele II dei piemontesi e allo statista Camillo Benzo, conte di Cavour.

Chi era Giuseppe Garibaldi?

Esiliato in Sud America per aver preso parte a questa ribellione, Garibaldi continuò la sua lotta per l’indipendenza in Brasile e Uruguay.

La sua giovinezza è stata trascorsa in mare. Influenzato dalla carriera navale del padre, si arruolò per un decennio su varie navi. In quel periodo iniziò a leggere Giuseppe Mazzini, il grande esponente del nazionalismo italiano, e prese parte a una rivolta. Esiliato in Sud America per aver preso parte a questa ribellione, Garibaldi continuò la sua lotta per l’indipendenza in Brasile e Uruguay. Nel 1848 tornò in Italia, entrando nella leggenda per i suoi successi militari.. Ma le sue prime guerre contro gli austriaci non finirono bene, e dovette rifugiarsi nuovamente all’estero, questa volta a Nizza. Alla fine di quell’anno si diresse verso Roma, dove avrebbe combattuto alcune delle migliori battaglie del “Risorgimento” contro le forze napoletane e francesi arrivate nella capitale con le sue prime “camicie rosse”. Italia per restituire il potere al Papa, che fuggì dalla città temendo le intenzioni separatiste del leader rivoluzionario.

Garibaldi, deluso dalla cessione della Savoia e di Nizza da parte della Francia, iniziò a fare la guerra da solo nell’Italia meridionale.

Dopo la sconfitta Garibaldi fu nuovamente esiliato, prima in Marocco e poi negli Stati Uniti e in Perù. In Italia, il movimento per l’unificazione del Paese si rafforzò su impulso del re di Piemonte, Vittorio Emanuele di Savoia, e del suo ministro, il conte Cour. Fu quest’ultimo a chiedere a Garibaldi di tornare in Lombardia per guidare un esercito in lotta contro le truppe dell’impero austro-ungarico. Dopo le sue vittorie nel nord Italia, Garibaldi decise di continuare la sua lotta nel centro del paese, ma il re piemontese non approvò i suoi sforzi. Ha dovuto abbandonare l’idea di attaccare nuovamente la Roma. Garibaldi, deluso dalla cessione della Savoia e di Nizza da parte della Francia, iniziò a fare la guerra da solo nell’Italia meridionale. Attaccò prima la Sicilia, poi Napoli, che diede a Vittorio Manuele II. Ma l’autorità papale rimase intatta al centro della nazione. La sua incapacità di eseguire la sua famosa frase “Roma o morte” lo riportò in Francia. Gli ultimi anni della sua vita li trascorse nel Regno d’Italia, dove divenne compagno e ricevette un vitalizio per la sua partecipazione al ricongiungimento.

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Altri eventi storici del 2 giugno

giorno 2 giugno 1782 Nasce il Banco de San Carlos, germe dell’attuale Banca di Spagna.

giorno 2 giugno 1878 Fu effettuato un attacco contro il Kaiser Guglielmo I, ferito da un proiettile. Questo è il secondo attacco in pochi mesi.

giorno 2 giugno 1908 Il poeta Ruben Dario ha presentato le sue credenziali come ambasciatore del Nicaragua in Spagna.

giorno 2 giugno 1953 La cerimonia di incoronazione di Elisabetta II d’Inghilterra si è svolta nell’Abbazia di Westminster (Londra).

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