Dicembre 3, 2022

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Le tecnologie dell’Industria 4.0 non sono ancora penetrate in profondità nelle piccole e medie imprese spagnole di facility management

digitalizzazione nel settore Gestione delle strutture Lo spagnolo è ancora molto basso, secondo un rapporto di IMANcorp e dell’Università autonoma di Barcellona preparato nell’ambito dell’Osservatorio per le competenze digitali e l’occupazione promosso da entrambe le entità e con il quale è stato intervistato e consultato. Esperti del settore per chiarire le tendenze del settore.

Secondo questo rapporto, solo il 20% delle PMI del settore possiede, ad esempio, il cloud storage. È all’incirca la stessa percentuale che attualmente utilizza l’Internet of Things e solo il 15% fa analisi di big data o ha una sorta di bot.

Ciò significa, secondo lo stesso rapporto, che Industria 4.0 è ancora ben lontana dall’essere saldamente affermata in questo settore.

Riguardo a quale di questi strumenti pensano sarà integrato nel proprio settore in futuro, secondo i dati raccolti nello studio, oltre il 40% delle PMI ha indicato l’IoT come strumento principale, mentre il 30% ha indicato CMMS −Computer-Aided Maintenance Management – Come le migliori opportunità di consolidamento.

L’analisi della gestione delle strutture (FM) presenta una complessità particolare perché, trattandosi di un settore di nuova costituzione e coprendo molti sottosettori e molte imprese, indica i responsabili dello studio. E sebbene l’origine e il centro del settore sia la manutenzione degli edifici, sono state integrate attività parallele, come la sicurezza, il giardinaggio, la pulizia o la gestione dei rifiuti, e attività più complesse come la gestione patrimoniale.

Per quanto riguarda la digitalizzazione, l’area più sviluppata negli ultimi anni è la tecnologia di rilevamento, che consente di migliorare l’efficienza e contribuire alla sostenibilità, generando quindi un volume di dati molto elevato che deve essere trattato e interpretato. I sensori vengono applicati anche agli usi dello spazio, nella nuova direzione di “quick work desk” e “open space”. Lo strumento di gestione più utilizzato è il BMS (Building Management System). La sfida nel settore è che FM inizi la progettazione degli edifici e l’integrazione nel BIM.

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Competenze digitali e lavoro nel settore

Le professioni analizzate in questo settore tratte dall’Osservatorio sull’occupazione SEPE sono: analisti gestionali e organizzativi, guardie giurate, addetti alla manutenzione e alla pulizia di uffici, hotel e altre strutture, custodi di edifici, addetti alla manutenzione degli edifici, addetti alla reception (alberghi esclusi) e responsabili degli acquisti.

Secondo il rapporto, l’esperienza richiesta in questi tipi di occupazioni varia a seconda delle qualifiche lavorative. Nelle posizioni di bassa qualificazione non è richiesta quasi nessuna esperienza, mentre nelle posizioni di maggiore responsabilità la spina va da un minimo di 6 mesi a 2 anni.

Molte delle posizioni analizzate mostrano un’elevata mobilità intersettoriale che, per tipologia di impiego, può essere ricoperta in aziende molto diverse.

In termini di qualifiche, viene posta grande enfasi sulle capacità o competenze di un “manager” in quanto responsabile principale della gestione finanziaria. Pochissima la formazione specifica a livello triennale, qualche master e formazione specialistica, e molta importanza viene data alle “soft skills”, proprio per la necessità di gestire team multidisciplinari e soddisfare le richieste dei clienti.

Nel campo della manutenzione di edifici di medie dimensioni, secondo lo studio, non esiste una formazione specifica, ed è una grande sfida per la formazione in edilizia includere la prospettiva della futura manutenzione.

Nei profili meno qualificati, le sfide sono simili ad altri settori, come il miglioramento della gestione di dispositivi e applicazioni digitali e l’automazione d’ufficio di base.

“Questi profili meno qualificati, a differenza di altri settori, hanno una componente di servizio a basso costo che rende meno probabile l’automazione (sicurezza, raccolta rifiuti, pulizie). Le mansioni meno qualificate non hanno prestigio sociale, ma possono essere una nicchia di inclusione per le persone in situazioni di vulnerabilità, come vivere un corso di formazione per addetti alla manutenzione in un ente sociale”, spiega Alba Escola, Direttore della Fondazione IMANCorp, che aggiunge: “La digitalizzazione può essere uno strumento di qualificazione per queste professioni, come l’esempio dell’utilizzo dei sensori per pulire servizi igienici basati sull’utilizzo piuttosto che su un programma prestabilito L’uso primario di dispositivi connessi contribuisce anche alla dignità di queste professioni.

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Le competenze trasversali sono fondamentali per il settore, a causa della continua interdipendenza e feedback tra persone e processi di innovazione. Tra tutti, 3 spiccano: comunicazione, gestione del cambiamento e capacità di apprendimento continuo.

Guardando al futuro, secondo lo studio, sarà necessario avere un data scientist, che analizzi tutte le informazioni estratte, e un change manager per dirigere tutti i cambiamenti. Entrambe le professioni sono state profondamente colpite dalla digitalizzazione.

La sostenibilità è un aspetto essenziale della gestione finanziaria in tutte le sue operazioni, anche a livello di audit. Inoltre, è un elemento distintivo che produce valore aggiunto per l’azienda”, sintetizza Escola.

“Nel campo della manutenzione di edifici di medie configurazioni, non esiste una formazione specifica ed è una grande sfida per la formazione in edilizia includere la prospettiva della futura manutenzione. Sì, esiste una formazione sulla manutenzione industriale, ma con scarsa applicazione di tecnologie come il cloud computing. Non esiste inoltre una formazione specifica per i profili poco qualificati, poiché si tratta di profili molto dispersi, alcuni con formazione e organizzazione specifiche (sicurezza), altri con qualifiche molto basse (pulizie)”, commenta il dott. Merino, capo scienziato dello studio.