Settembre 25, 2022

Lamezia in strada

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L’Italia come segno – giorno

Le dimissioni del Primo Ministro italiano Mario Draghi, un tecnocrate, non sarebbero potute arrivare in un momento peggiore, anche in un Paese più avvezzo a tali sconvolgimenti politici.

Come il resto d’Europa, l’Italia deve fare i conti con l’inflazione elevata, gli alti costi energetici, la guerra in Ucraina, mentre sono necessarie riforme urgenti per accedere a 200.000 milioni di fondi di salvataggio dell’UE.

Quindi non sorprende che la stampa italiana parli di vergogna, titolo del quotidiano milanese La Stampa, o “Italia tradita” come titolo di copertina.

È anche molto preoccupante che la controparte di Vox Fratelli d’Italia, guidata da Giorgia Meloni, che è stata ministro della gioventù nel quarto governo Berlusconi, abbia maggiori possibilità di formare il prossimo governo.

Come altri leader del Cinque Stelle di estrema destra e populista, Meloni una volta simpatizzava con il presidente russo Vladimir Putin, ma anche con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump: gli autocrati, si sa, lo capiscono.

Tuttavia, recentemente, soprattutto dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Meloni ha cercato di guadagnarsi un po’ di rispetto, prendendo le distanze più da Putin che, ad esempio, dal leader della Lega Matteo Salvini, e assumendo posizioni chiaramente filo-Nato.

Tutto sommato, l’alleanza teme che il fronte europeo antirusso coordinato da Washington finisca per crollare, come vediamo che sta iniziando a succedere.

Alcuni di noi hanno da tempo predetto che una guerra prolungata, come vorrebbero Washington e la NATO, non solo per liberare l’Ucraina, ma anche per mantenere asciutta la Russia allo stesso tempo, comporterà sacrifici sociali ed economici per l’Europa. Populisti di estrema destra

Così, Meloni, Salvini e Berlusconi hanno già una maggioranza di cittadini nel Paese che, pur condannando l’invasione dell’Ucraina come tutti, non sono favorevoli all’aumento della spesa militare come vuole Draghi, ma lo vogliono. Soldi per progetti sociali o ricerca e sviluppo.

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La Germania, che dipende più di chiunque altro dal gas russo, sembra rendersi gradualmente conto di cosa sta succedendo, poiché né la sua gente né la sua industria sono preparate per i tagli alle forniture che l’Occidente sta cercando di fare pressione. Qualcosa di simile sta accadendo in Austria.

Ma soprattutto quello che sta accadendo in Italia, Paese da sempre avanguardia dei movimenti politici europei, compreso il fascismo, purtroppo, è un termometro e un campanello d’allarme per il resto del continente.

I leader europei disposti a seguire la strategia di Washington contro Mosca non stanno pensando a cosa accadrebbe alla NATO se l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump emergesse vittorioso alle prossime elezioni mentre cerca di vendicarsi del suo rivale, Joe Biden. Dicono, come succede?

Quale sarà l’atteggiamento di Trump nei confronti del dittatore del Cremlino, per il quale non ha mai nascosto la sua ammirazione mentre era alla Casa Bianca? Cosa può fare allora l’Europa?

D’altra parte, a tornare al caso italiano, se mette in evidenza qualcosa, è la fragilità democratica di lasciare la politica a tecnocrati non eletti come Draghi o, prima, Mario Monti per instabilità. Comprensione tra i partiti: questo è il fallimento del sistema parlamentare.

Quando la democrazia diventa una specie di patologia, come accade in Italia, quando le elezioni sono viste come un sintomo della malattia, l’unica vaccinazione è un governo guidato da un tecnocrate che non ha bisogno di andare alle urne. , in pratica c’è qualcosa che non funziona.

Vale la pena ricordare qui le parole di Massimo D’Alema, l’ex capo del governo italiano, che ha risposto all’emergenza riconoscendo l’autorità e la competenza di Draghi e il fatto di essere stato nominato capo del governo di Roma. Trasformare lo “stato di eccezione” in un “nuovo modello democratico”.

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C’è qualche altro Paese democratico in cui il leader del governo non sa per quale partito vota come Dragi? Allora come chiedere un voto ai cittadini?, più di quanto si chiede.

I Democratici non dovrebbero fare meglio i loro compiti guardando ai cittadini piuttosto che alle banche e ai mercati? Non è forse questo il modo migliore per evitare il pericolo dell’estrema destra populista che già vediamo emergere in Italia?