Dicembre 7, 2022

Lamezia in strada

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Dopo l’ipnotica danza della pioggia sul parabrezza di un’auto

Sì, finalmente sembra La tanto attesa pioggia è tornata E con lei riprendo la routine di andare a prendere mia figlia a scuola o quando esce di scuola suona e l’aspetta dentro l’auto che la risucchia davanti al ballo delle gocce che cadono sul parabrezza. in. Pittura vivida e fugace – l’incantesimo scompare quando si attivano i tergicristalli – che, a quanto pare, tenta non solo me, ma anche i fisici che lavorano nella fluidodinamica.

Grazie ad alcuni di loro e allo studio che hanno pubblicato lo scorso marzo – e lo custodiva gelosamente quando le tempeste ne rivelarono di nuovo l’esistenza – ora lo sappiamo La coreografia speciale che disegna ogni goccia dipende da quattro fattori principali: dimensione della goccia. La velocità con cui soffia il vento sul parabrezza, la velocità con cui si muove l’auto e la marca dell’auto – perché da esso dipende l’angolo di inclinazione del parabrezza, se fosse un comune utilitario come il mio, l’inclinazione sarebbe più pronunciato che nelle auto sportive, con una linea più aerodinamica che include il parabrezza allungato.

Ebbene, la combinazione di questo quartetto di fattori ci permette di spiegarlo Perché alcune gocce scivolano verso il basso, altre rimangono ostinatamente fisse e alcune si sollevano Sembra sfidare la legge di Newton che afferma che ogni oggetto ha la tendenza a cadere a causa dell’effetto della gravità. Ma, ovviamente, sembra proprio così.

Ma prima di entrarci dentro, e per capire cosa accadrà dopo, è necessario spiegare – o rinfrescare la memoria a chi già lo conosce, qualcosa che non guasta mai – Un paio di concetti fisici. È la velocità relativa e la forza di sollevamento.

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La velocità relativa è la velocità effettiva alla quale le goccioline viaggiano sul parabrezza di un veicolo.; È una combinazione della velocità con cui il vento soffia contro il parabrezza e la velocità con cui il vento si muove attraverso il “vento”. È facile capire se immaginiamo di andare in bicicletta: quando saliamo faticosamente una ripida collina sembra che non ci sia aria; Tuttavia, quando arriviamo in cima al pendio, scendiamo a tutta velocità, il vento ci colpisce molto di più e sembra soffiare molto più forte. Infatti la velocità del vento è la stessa, e ciò che cambia è la velocità con cui il ciclista si muove contro di essa, e con essa la velocità relativa del vento che ci investe.

Basato sul Ascensori O, semplicemente, portanza, è la forza che agisce contro un oggetto che si muove attraverso un fluido dinamico e che agisce in una direzione perpendicolare alla direzione della corrente incidente. Una definizione molto accademica che ciò che significa è che quando un oggetto si muove sopravento, esercita una forza che tira l’oggetto verso l’alto, opponendosi così alla forza di gravità. Pertanto, come previsto, l’entità di questa forza verso l’alto dipende dalla velocità relativa del vento e dalla superficie di contatto. Maggiore è la velocità, maggiore è la portanza. Maggiore è la superficie, maggiore è la portanza.

Una volta che lo hai in mente, è il momento di dare un’occhiata al parabrezza sparso e alle gocce che vi danzano sopra. Le gocce che si muovono verso il basso sono quelle che sono abbastanza grandi da superare la forza di gravità rispetto alla forza di sollevamento. (A rigore c’è da dire che la forza di ‘sollevamento’ influisce sulle gocce. Tra virgolette, perché le gocce in realtà non sono il corpo che passa attraverso il liquido, ma l’auto, che si muove appoggiata al parabrezza. Ma per il ai fini di questa interpretazione, può essere assorbita la forza che il vento esercita contro di essi).

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Le cadute verso l’alto sono le più piccole e leggere e l’ascensore le tira più della gravità. Quelle che restano costanti, infine, sono attribuite a due classi, o meglio a volumi: quelle del mezzo in cui portanza e gravità si annullano; e le più piccole, con una superficie di contatto così piccola che il vento non poteva staccarle; Detto in modo molto grafico, è troppo piccolo per pesare e non può essere spinto.

Da quanto sopra si può concludere che non esiste una dimensione critica assoluta della goccia, ma piuttosto che questa dimensione critica dipende, come non potrebbe essere altrimenti, dalla velocità del vento e dalla velocità del veicolo. Ma anche dall’inclinazione del parabrezza. Più il parabrezza è allungato, più efficace è la forza di sollevamento e minore è la forza gravitazionale.

Un’ultima nota: mi sembra di sì Ho giocato con vantaggio Per quanto riguarda gli autori dello studio, dal momento che sul litorale di La Coruña le raffiche di vento sono garantite e questo permette di godersi il ballo sfrenato a piena potenza anche con l’auto parcheggiata, senza dover prendere velocità, che può essere utile per analisi fisica, ma non è raccomandato per la sicurezza stradale. In queste circostanze, è meglio guardare la strada e smettere di pensare allo spettacolo quando viaggiamo come co-piloti. O meglio, quando guardiamo fuori dalla finestra di casa in uno di quei giorni in cui c’è l’allerta di forti venti e pioggia; Che questa sezione per qualcosa è camminare per casa.

Percorsi diagonali e tortuosi

Perché così tante gocce viaggiano in diagonale, in alto o in basso, o addirittura a zigzag? La spiegazione è semplice: non sempre quando viaggiamo in auto ci troviamo nello scenario ideale, e il vento non soffia direttamente dalla parte anteriore, ma il più delle volte soffia con una certa angolazione, che include una componente orizzontale della scala. delle forze. Oppure, spiegato in modo più locale: quando spingi una scatola pesante contro una delle sue facce, la muovi “in verticale”, ma quando la spingi da un angolo, ciascuna mano sostiene una delle facce verticali che condividono un bordo, la scatola si muove in diagonale – provalo. Allo stesso modo, non guidiamo sempre dritti, ma ci atteniamo al percorso della strada. E per finire le giustificazioni, il vento ama soffiare a raffiche, cioè con intensità variabile, a volte più forte a volte più debole, l’auto solitamente non si muove a velocità uniforme, ma accelera e frena, il che regola anche la portanza sperimentata da ogni calati in ogni momento.

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