Un giudice sta indagando sulla “mente” di una “organizzazione criminale” in Italia per aver truffato 9,6 milioni dalla Spagna.

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Un giudice sta indagando sulla “mente” di una “organizzazione criminale” in Italia per aver truffato 9,6 milioni dalla Spagna.

Il Presidente del Tribunale Accademico Centrale n. 6, Manuel García Castellone, sta indagando su un uomo d’affari italiano in Spagna. Giovan Piero Montalto COME La “mente” accusata è una “organizzazione criminale”. per i presunti reati Organizzazione criminaleFalsificazione di documenti, frode fiscale e riciclaggio di stanziamenti fiscali fraudolenti in Spagna, ha affermato la Camera penale nella sua risoluzione. Giornale spagnolo.


“In questo senso, possiamo trovarci di fronte ai vari reati contro le finanze pubbliche che fanno da precedente al reato di riciclaggio. Pertanto, in questa fase pratica, possiamo apprezzarlo. Se c’è una precedente attività criminaleCiò potrebbe portare a parlare di un successivo riciclaggio, nonché della possibilità di trovarci di fronte a un’organizzazione criminale”, riferendosi alla decisione del tribunale.

IL giustizia italiana Ha già inviato membri del presunto clan a essere indagati per altri fatti. In particolare, sono stati perseguiti dalla Procura del Paese presso il Tribunale di Asti per il reato di riciclaggio nell’acquisto di un fondo agricolo nel comune di Albaretto della Torre. Il pubblico ministero sostiene che il denaro è stato utilizzato per la sua acquisizione “La continua evasione fiscale sia in Spagna che in Italia ha origine criminale”Fa riferimento alla sentenza del 28 marzo della Sezione Penale del Tribunale Nazionale, che ha confermato la decisione del giudice di negare la giurisdizione al giudice italiano.

L’inchiesta spagnola è più ampia di quella italiana, che è praticamente conclusa“Mentre l’indagine sulla presunta commissione antiriciclaggio per l’acquisto di quel podere agricolo è stata segnalata due volte in Italia, questa Corte ignora se si sia tenuta o meno una sessione plenaria italiana”, spiega la Camera.

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8,6 milioni

Uno dei membri del clan continua la procura italiana, Ha ereditato 8.652.435 euro dal padre dalla Spagna e dalla Svizzera. Di questi fondi, ha utilizzato almeno 5.000.000 di euro per l’acquisto e nella costituzione, negli anni 2006-2014, di una tenuta agricola in Alberto della Torre a nome suo e del fratello. La donna ha versato 982.000 euro per la gestione dell’azienda agricola e le spese domestiche nel 2015-2020. In totale, oltre 9,6 milioni di euro.

Il giudice del processo spiega in una risoluzione che rifiuta di concedere giurisdizione giustizia italianafoglio Si dice che Giovanni Piero Montaldo sia il capo del clan: “In grado di comandare la formulazione della strategia criminale, quindi, Il principale responsabile dei fatti indagati. […] Diversi membri di una rete di evasione fiscale e riciclaggio di denaro commessa nell’ambito di un’organizzazione criminale lo hanno denunciato e pagato.

“Nessun senso economico”

L’istruzione indicava che l’imprenditore italiano e gli indagati creavano una struttura societaria che svolgeva “attività commerciali di scarsa razionalità economica”.Intento a mascherare veri e propri affari legaliIn questo senso, le attività “dubbie” svolte dall’organizzazione criminale comprendono “regolari prestiti fittizi”, compravendite di azioni “senza senso economico” e compravendite di immobili tra società del gruppo.

I rapporti genealogici rinvenuti, ha proseguito il giudice, “Forti indizi” di attività economiche “illegali”, provenienza “criminale” dei fondi., e molti contratti legali sarebbero stati creati per “mascherare l’origine del denaro e dargli legalità”. Ad esempio, c’erano conti bancari in paesi che “circolavano movimenti di denaro” e rendevano difficile risalire alla vera origine delle merci.


Squilibrio di equità

Secondo la Corte Nazionale, altri segni di criminalità nelle azioni di Montaldo erano la “disparità tra beni legali e beni illeciti”, l’occultamento della proprietà e l’autorità di disposizione sui beni che compaiono a nome di più entità gestite dall’ente. Da quelli interrogati e altri “Attraverso attività che rendono difficile rintracciare beni, azioni, denaro…“.

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Trovati anche i contratti”Lo scopo sarebbe quello di creare l’apparenza contrattuale di transazioni economiche legittime che giustifichino il movimento di denaro senza un motivo simulato e reale.“, conclude l’ordinanza della Camera penale.

Come ha pubblicato il giornale ABCIl nome di Montalto è apparso in un rapporto del 2000 dell’Unità antidroga e criminalità organizzata (UDICO) della Polizia di Stato denominata “Meninno”, che lo accusava di riciclatore di gruppi mafiosi italiani.camorra napoletana e ‘Entrangetta calabrese) Sulla Costa del Sol, principalmente Marbella ed Estepona. L’imprenditore italiano ha sempre negato ogni legame con la criminalità organizzata nel suo Paese. Nessuna risposta da questa redazione Montalto Per i quesiti presentati sui fatti in questione.

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