Maggio 25, 2024

Lamezia in strada

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Manteniamo la nostra visione positiva sul reddito fisso e sulle azioni in modalità “selettiva”.

Manteniamo la nostra visione positiva sul reddito fisso e sulle azioni in modalità “selettiva”.

L’asset allocation sta per essere rivista per l’intero 2024:

/ Manteniamo la nostra visione positiva sul reddito fisso, privilegiando le durate brevi e medie (meno di 4 anni) e il debito governativo/di investimento. Ci stiamo muovendo verso un’economia più normalizzata negli Stati Uniti, il che ci impone di prendere in considerazione una pausa negli aumenti dei tassi di interesse che potrebbe essere definitiva, anche se è difficile vedere tagli dei tassi senza un ulteriore peggioramento dell’economia. Non dimentichiamo i rischi dal lato finanziario (mettere in discussione la sostenibilità fiscale) e continuiamo con uno scenario di “tassi di interesse elevati per un lungo periodo”, con le banche centrali che non vogliono alimentare nel mercato aspettative diffuse di tassi di interesse più bassi. Manteniamo il posizionamento al 5% di titoli di Stato e al 3% di obbligazioni.

/ Investire in reddito variabile su base “selettiva”. La stagione degli utili sta volgendo al termine, con un basso livello di sorprese positive sulla linea di vendita, sia negli Stati Uniti che in Europa, ma forza sulla linea di profitto. Sentimento di mercato contrastante, con i migliori risultati negli Stati Uniti, e il mercato delle materie prime che continua a inviare un messaggio di allarme (rapporto oro/rame, correlazione tra cautela e indicatori di crescita; correzione del petrolio greggio…).

/ Il recente rialzo dell’euro, che ha portato il cross con il dollaro più vicino al limite superiore del range: un movimento che si spiega con due mezzi: il messaggio della Fed e i dati. Il primo, interpretato come una minore probabilità di ulteriori aumenti, è rafforzato dal secondo, poiché molti di essi hanno mostrato una minore forza nella macroeconomia statunitense. Le posizioni lunghe in euro sono state ridotte, correggendo il surplus di mesi e limitando parzialmente la possibilità di un declino dell’euro.

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