ASP CATANZARO: Mancuso, risparmiati 30 milioni di euro in un anno, previsti nuovi servizi sul territorio e ulteriori tagli agli sprechi

Il direttore generale dell’Asp di Catanzaro, Dott. Prof. Gerardo Mancuso, ha incontrato i direttori di tutte le unità complesse dell’Azienda nella sala “Ferrante” dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme per discutere dell’organizzazione aziendale, della pianta organica e dei centri di costo. Nel suo intervento, Mancuso ha illustrato le attività svolte dall’Asp in questo primo anno di attività, a partire dal risparmio ottenuto grazie ai tagli agli sprechi, che ammonta a 30 milioni di euro. “Siamo in una fase molto positiva per l’Asp – afferma Mancuso – grazie alle iniziative che abbiamo messo in campo , soprattutto per quanto riguarda la contrazione della spesa. Abbiamo infatti portato avanti una politica di taglio agli sprechi che hanno prodotto dei risparmi notevoli: come per la gara d’appalto per la pulizia che prima era di 12 milioni e mezzo di euro, oggi invece è di 8 milioni di euro. Abbiamo tagliato dove era necessario, anche su straordinari, sui progetti obiettivo, sulle spese superflue; tutto in assoluta condivisione con il personale. Abbiamo tagliato anche sulla spesa corrente, ad esempio per quanto riguarda l’acquisizione beni e servizi, siamo passati da 55milioni di euro a 43milioni di euro. Nonostante tutto siamo stati gli unici a investire in tecnologie. Così come abbiamo ridotto la spesa farmaceutica e oggi siamo a un milione e 700 euro in meno rispetto al passato, e questo grazie anche all’attivazione di alcuni servizi innovativi, come la distribuzione per conto e il primo ciclo di terapia. Ridotta anche la spesa con i privati accreditati, frutto anche dell’azione portata avanti insieme ai 2 sub-commissari, che ha portato a una contrazione importante della spesa. Ci siamo dotati – sottolinea Mancuso – di un servizio di disinfestazione unico in Calabria che consentirà di far incassare alla nostra Asp diversi soldi, perchè venderemo questo servizio a Comuni, enti e altre società. Abbiamo fatto un investimento sugli ecocardiografi e acquisito tecnologia, anche se di nicchia, ma importante”.

Il tavolo Massicci – spiega il Dg – chiede di intensificare l’attività per il 2012 in questa direzione, puntando alla riorganizzare della rete territoriale e della ospedalità privata. Dobbiamo infatti riorganizzare la rete assistenziale tenendo conto della parte pubblica e di quella privata. Si è deciso di fare una contrazione sul privato, come le Rsa, chiudendo 150 posti letto su tutto il territorio provinciale, perchè sono in esubero rispetto alle necessità territoriali, mentre saranno implementati i posti letto su patologie croniche, come l’Alzheimer, che sono state trascurate in passato”.

Ho redatto l’atto aziendale tenendo conto delle specificità presenti nel nostro territorio – aggiunge Mancuso – anche se non presenti nel decreto 18, questo perché credo che non si possano dismettere eccellenze che sono strategiche per l’Azienda, come alcune strutture assistenziali dell’ospedale di Soverato che saranno complesse; così come l’ospedale di Chiaravalle che viene indicato come un modello organizzativo esportato anche fuori regione. L’ospedale di Lamezia rimane “spoke” a livello provinciale, ma contiene attività strategiche non solo per il territorio ma per l’intera Calabria, per questo abbiamo deciso di investire sui centri di riferimento regionale che sono un volano di cultura e di investimenti da parte della pubblica amministrazione non indifferente, come l’attività di partnership con il centro protesi Inail e con alcune università italiane, le patologie rare, l’endoscopia interventistica, le malattie degenerative come le demenze, la fibrosi cistica, la diagnostica per immagini, l’ area di emergenza urgenza, insomma tutte attività che daranno a questo ospedale una funzionalità ed una importanza di dimensioni regionale”.

Abbiamo anche riorganizzato la rete territoriale tenendo conto dei criteri di omogeneizzazione, abbiamo chiuso 187 strutture tra complesse e semplici perché c’era un sovradimensionamento per effetto della mancata fusione delle 2 Aziende, e anche della rete che non rispettava i criteri di riorganizzazione territoriale. Abbiamo disegnato un dipartimento di cure primarie che dovrebbe diventare il fiore all’occhiello della riorganizzazione del territorio. Oggi invertiamo la tendenza: non verso ospedale ma verso il territorio. Le attività ospedaliere sono infatti sovradimensionate, mentre invece dovranno essere dedicate solo all’emergenza-urgenza, per questo contiamo di contrarre l’attività ospedaliera del 30%. Le risorse che risparmieremo verranno investite sul territorio, che offrirà servizi alternativi, come i punti PIP ( punto di pronto soccorso) che saranno attivati nel 2012 una a Catanzaro lido e un altro nell’area dei comuni di monte Contessa, nella zona a Maida. Abbiamo inoltre attenzionato le attività del laboratorio analisi. L’Asp dispone di 7 laboratori che hanno un costo di mantenimento elevato e che però effettuano prelievi molto inferiori rispetto alle potenzialità: per questo saranno chiusi 3 o 4 laboratori. Di contro, implementeremo i punti prelievi su tutto il territorio, che saranno 16 in più rispetto al passato. Abbiamo investito molto anche nell’organizzazione telematica, come il protocollo informativo che permette un risparmio di spesa e soprattutto di tempo, dato che tutte le pratiche si avranno in tempo reale”.

Questione personale. “Abbiamo ridefinito la pianta organica – spiega Mancuso – prima non si sapeva dove fosse ubicato il personale; oggi invece i dipendenti saranno assegnati in base ai carichi di lavoro. I direttori delle singole unità saranno responsabili non solo dell’attività sanitaria ma anche dei dipendenti; previste anche sanzioni per chi non farà funzionare le strutture. A partire da gennaio, così come deciso insieme ai sindacati, il personale assegnato alle strutture che lavorano h24 dovranno effettuare tutti i turni previsti, quindi se hanno limitazioni verranno spostati sul territorio, dove si lavora h12. Ci sono strutture dove su 10 medici, 4 hanno limitazioni funzionali, e questo provoca un disservizio con carichi di lavoro eccessivi per i colleghi; situazione non più tollerabile”.

Centri di costo. “Ogni struttura rappresenta un centro di costo – spiega Mancuso – perchè gestisce costi diretti, indiretti e anche uomini. I costi dovranno essere proporzionali al tipo di servizio che si eroga, altrimenti saranno previste sanzioni, anche economiche. I direttori di dipartimento avranno il compito di indirizzo e anche di controllo. Per quanto riguarda il contratto di risultato, dal 2012 la direzione aziendale delegherà al direttore della struttura complessa la gestione del premio, che dovrà elargire in base a dei criteri che stabilirà personalmente, prendendosi quindi la responsabilità di elargire i fondi a chi merita veramente o indistintamente a tutti”.

Questa è un’Azienda che sta percorrendo una strada nuova, anche grazie alla politica – conclude Mancuso – chi mi ha preceduto non è che non aveva l’intenzione di sanare l’Azienda, ma non era nelle condizioni di poterlo fare, perché c’erano condizionamenti esterni molto forti. Oggi invece c’è un clima nuovo, una responsabilità diversa e soprattutto una consapevolezza che è comune alla maggioranza e alla minoranza: c’è un obbligo che accumunata tutti, per evitare che il nostro sistema vada al collasso. Anche perchè, se non li facciamo noi questi cambiamenti, li faranno da Roma”.